Benessere

dic62013

Surriscaldamento domestico nemico dell’obesità

termometro

Ricercatori della università di Stirling in Scozia hanno dimostrato una relazione tra temperature più elevate e livelli inferiori di grasso corporeo, studiando oltre 100.00 adulti residenti in abitazioni con riscaldamento centralizzato tra il 1995 e il 2007, per lo studio rappresentativo su base nazionale Health survey for England. Paradossalmente i dati di questa indagine contraddicono altre evidenze recenti, emerse sia negli Usa che in Canada, Uk ed Europa, che suggeriscono che proprio il riscaldamento interno degli ambienti potrebbe aver contribuito all’attuale incremento di obesità. La ricerca scozzese, poi pubblicata su Obesity, ha osservato gli indici di massa corporea (Bmi) dei partecipanti registrando valori più bassi nei soggetti residenti in case molto riscaldate (con temperatura costantemente sopra i 23°C) rispetto a coloro che in casa potevano tenere il riscaldamento più basso. Ha detto Michael Daly, autore dello studio e scienziato comportamentale dell’università di Stirling, che lui e il suo team in origine stavano cercando conferma a una diversa ipotesi «volevamo dimostrare scientificamente che temperature ambientali più fresche ci aiutano a mantenere il peso forma perché spingono l’organismo a consumare più energie per rabbrividire e produrre calore. Invece la ricerca suggerisce che le persone probabilmente mangiano meno e bruciano di più quando si trovano in un ambiente più caldo». Temperature comprese nell’intervallo 20,3-23°C forniscono il maggior confort: non si ha né caldo né freddo, «a temperature superiori a queste spendiamo più energie e mangiamo meno perché il nostro appetito è soppresso» aggiunge Daly «con il rischio che l’epidemia di obesità peggiori abbassando il riscaldamento al di sotto dei livelli di confort per ridurre i costi. A temperature ambientali superiori ai 23°C il calore deve essere dissipato per mantenere costante la temperatura corporea e ciò richiede energia. Abbinato alla riduzione dell’appetito e del consumo di cibo, questa spesa energetica addizionale si traduce in una perdita di peso». (E.L.)


discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Sacchetti E., Clerici M. La depressione nell'anziano
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Raccomandazioni sulla gestione della rinite allergica in farmacia
vai al download >>

SUL BANCO