Sanità

gen282021

Taglio cuneo fiscale, prorogati i benefici. Ecco le ricadute sulle buste paga

Taglio cuneo fiscale, prorogati i benefici. Ecco le ricadute sulle buste paga

Tra le misure contenute nella legge Bilancio 2021 che hanno un impatto sui dipendenti c'è anche la stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale

Sono diverse le misure contenute nella legge Bilancio 2021 che hanno un impatto su dipendenti e lavoratori e tra queste c'è anche la stabilizzazione per il 2021 del taglio del cuneo fiscale - vale a dire la differenza tra il costo del lavoro per il datore e la corrispondente retribuzione netta per il lavoratore - che è stato riproposto anche per i redditi più elevati. Un provvedimento che dovrebbe avere un impatto sulla busta paga riducendo le imposte sul lavoro e rendendola più sostenibile. Vale la pena ripercorrere a chi spetta e in che misura ricade.

Benefici prorogati: esenzione entra a regime. Ecco le fasce di reddito

Come si ricorderà, la misura era stata introdotta con la legge Bilancio 2019 a sostituzione e integrazione del bonus di 80 euro (il cosiddetto Bonus Renzi) e, secondo le stime, avrebbe dovuto interessare 11,7 milioni di lavoratori che già avevano fruivano del precedente bonus e altri 4,3 milioni che ne erano esclusi. Il taglio del cuneo fiscale è diventato operativo dal luglio 2020 e, come avevamo già scritto, è stato strutturato per fasce di reddito, con modalità di fruizione diverse. In sostanza, per i lavoratori subordinati e assimilati con reddito complessivo non superiore a 28.000 euro la cifra in busta paga è di importo pari a 600 euro per l'anno 2020, con una suddivisione in rate mensili da 100 euro e per un totale di 1.200 euro dal 2021. Di fatto, per i redditi fino a 26.600 si è tradotta in una integrazione del bonus Irpef che già veniva erogato di 80 euro, ma in ogni caso fino al tetto dei 28.000 euro si è tratta-to di un aumento effettivo in busta paga automatica. Diversa invece la situazione per i redditi più elevati, che presentano meccanismi diversi. Proprio in questa fascia è andata a intervenire la Legge Bilancio 2021 - con un ulteriore intervento legislativo, successivo alla sua approvazione per correggere un errore -, prevedendo una stabilizzazione della misura, che altrimenti sarebbe andata a esaurimento con la fine dell'anno, così da essere applicabile per le prestazioni rese dal primo gennaio 2021. A ogni modo, per lavoratori con redditi di lavoro dipendente e assimilati a partire da 28.000 euro fino a 35000 e da 35001 fino a 40.000 euro, il taglio si traduce in una detrazione specifica dall'imposta lorda e di importo decrescente. La cifra cioè si riduce, in maniera lineare all'aumentare del reddito, è rapportata ai giorni di lavoro e non è tassabile ai fini Irpef e delle relative addizionali: per l'anno 2020 si è partiti da 600 euro annui per un reddito complessivo di 28.000 euro fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito pari a 40.000 euro, con un valore di circa 80 euro al mese, per esempio, in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi.

Blocco dei licenziamenti, esteso al 31 marzo

Tra le altre misure che hanno interessato lavoro e lavoratori all'interno della Legge Bilancio c'è anche l'estensione al 31 marzo 2021 del blocco dei licenziamenti e, sempre nella medesima data, il termine per il rinnovo e la proroga dei contratti a tempo determinato, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta (anche in assenza delle condizioni previste dal D.Lgs. n. 81/2015).

Francesca Giani
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