Sanità

dic152020

Tamponi e test rapidi nelle farmacie, criticità e differenze nelle Regioni attive

Tamponi e test rapidi nelle farmacie, criticità e differenze nelle Regioni attive

Prosegue l'apertura delle Regioni ai test antigenici rapidi in farmacia ma c'è ancora disomogeneità sul territorio. In Emilia-Romagna partono i tamponi nasali in autotest in farmacia

Prosegue l'apertura delle Regioni ai test antigenici rapidi in farmacia, con sempre più amministrazioni che stipulano o promettono accordi. Il quadro che ne emerge è comunque ancora di disomogeneità sul territorio, con situazioni a macchia di leopardo. Non a caso, è di qualche giorno fa l'appello di Bonaccini per una regia nazionale, mentre da parte di Luigi Icardi, coordinatore degli assessori in Conferenza delle Regioni nei giorni scorsi è partita la richiesta di «abilitare, con provvedimento normativo, il personale farmacista laureato all'effettuazione dei tamponi antigenici rapidi». Intanto, lunedì prossimo l'Emilia-Romagna dovrebbe partire con tamponi nasali rapidi in farmacia, in autotest.

In Emilia-Romagna parte autotest nasale in farmacia. Aggiornate linee guida su sicurezza

«L'accordo è in via di perfezionamento con le ultime firme» ha fatto il punto Ernesto Toschi, presidente Assofarm Emilia-Romagna «e a breve dovrebbe essere resa pubblica la Delibera. L'intesa ricalca, sotto molti aspetti, quella già stipulata sui test sierologici, anche se le questioni relative alla sicurezza di ambiente e personale sono state definite ulteriormente. In particolare, il tampone è nasale e in autotest: ruolo del farmacista sarà di vigilare e supportare il paziente, dando istruzioni, ma evitando il contatto. Indispensabile è che si proceda esclusivamente su appuntamento e solo su cittadini asintomatici. Le regole relative ai requisiti degli ambienti sono più stringenti, in quanto occorre garantire con più attenzione la separazione dei percorsi e la sanificazione dei locali dopo ogni test. Questo anche perché, a differenza del sierologico, il paziente dovrà abbassare leggermente la mascherina per effettuare il tampone nasale. Anche le misure e dispositivi di sicurezza relativi al personale dovranno pertanto adeguarsi. Per quanto riguarda i test, dalla Regione è già stata inoltrata una lista di prodotti entro cui effettuare la scelta. Sul fronte economico, punto di partenza è l'accordo sui test sierologici, con un rimborso alle farmacie di 16,76 euro per ogni test, tra approvvigionamento del materiale, dispositivi di protezione individuale e remunerazione del servizio, ma l'impegno della Regione è di valutare eventuali costi in più che le farmacie dovessero sobbarcarsi. Questo anche per andare incontro alle farmacie di piccole dimensioni che potrebbero avere la necessità di appoggiarsi a gazebo esterni. L'adesione delle farmacie a ogni modo è su base volontaria. Un elemento di novità è stato il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali dei lavoratori e degli Ordini. Per quanto riguarda la platea di persone a cui si rivolge è sostanzialmente la stessa della campagna relativa ai sierologici: studenti e famiglie, nonni inclusi, dalla scuola per l'infanzia fino alle superiori, studenti universitari, personale scolastico anche degli Enti di formazione professionale. Intenzione della regione è di offrire gratuitamente un test al mese. L'accordo è particolarmente importante perché va ad aggiungere un ulteriore tassello nelle strategie regionali di screening, tracciamento e individuazione di eventuali focolai».

Prosegue iniziativa in Lazio con tamponi e sierologici calmierati

Intanto, procede anche il Lazio: qui, come si ricorderà, le farmacie, su base volontaria, possono eseguire test sierologici rapidi in auto-analisi su sangue capillare e tampone antigenici rapidi con tampone nasale o naso-faringea o salivare. Si tratta di test a pagamento per i cittadini ma con un prezzo di riferimento definito nell'Accordo con la Regione: 20 euro nel primo caso e 22 nel secondo. Fondamentale è la fase di registrazione del risultato sul portale regionale per la tracciatura e di corretta identificazione del cittadino attraverso carta di identità e codice fiscale. In caso di positività, la farmacia dovrà darne comunicazione al Servizio igiene e sanità pubblica della Asl e dovrà invitare il cittadino a recarsi dal medico per il tampone molecolare di conferma. Le misure di sicurezza sono parte integrante dell'accordo: in particolare, per quanto riguarda il test antigenico questo può essere eseguito da un operatore sanitario, tra cui infermieri, biologi - con i quali è stata stipulata una convenzione - e medici. Per tutelare operatori e utenza, i test possono essere effettuati solo su appuntamento, assicurando pulizia e disinfezione dell'area, e l'operatore dovrà indossare mascherina, guanti, camice e protezioni per gli occhi.

Anche in Abruzzo arrivano test sierologici in farmacia. Superare differenze: test in tutte le farmacie

Sul fronte dei test sierologici, anche l'Abruzzo dal primo dicembre ha iniziato a proporre i test nelle farmacie. L'accordo riprende quello di ottobre dell'Emilia-Romagna, con in più la possibilità di eseguirli anche privatamente per le categorie non comprese nella campagna di screening. Sulla possibilità di risolvere la situazione di disomogeneità sul territorio dell'offerta di test ai cittadini si sono espressi più volte le rappresentanze di categoria. Non ultimo intervenuto il presidente di Federfarma Marco Cossolo che intervenendo nella trasmissione Unomattina ha sottolineato: «L'autonomia regionale fa sì, purtroppo, che in alcune regioni questa possibilità sia già realtà e in altre no. Auspichiamo una norma, magari nel prossimo Dpcm, che consenta di farlo in tutte le regioni per garantire ai cittadini un servizio fondamentale». E di recente anche il presidente della Fofi, Andrea Mandelli in un'intervista a TGCom24 ha dichiarato: «È un errore che queste esperienze positive non siano generalizzate a tutto il paese, considerato che è possibile erogare queste prestazioni in sicurezza, sia per gli operatori sia per i pazienti, per esempio, ricorrendo anche a strutture mobili esterne alle farmacie».

Francesca Giani
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