Sanità

nov32020

Tamponi molecolari vs rapidi, quando si usano e come gestire dati e pazienti. La guida

Tamponi molecolari vs rapidi, quando si usano e come gestire dati e pazienti. La guida

La strategia di testing, che andrebbe organizzata in modo omogeneo sul territorio, rimane un elemento fondamentale nel contrasto al Covid-19. Le indicazioni per orientare i cittadini

La strategia di testing, che andrebbe organizzata in modo omogeneo sul territorio nazionale, rimane un elemento fondamentale nel contrasto al Covid-19, tanto che da parte delle Istituzioni si sta cercando di allargare il più possibile punti di accesso e operatori che la effettuino. Ma quando è indicato sottoporre un paziente a tampone? In quali situazioni è più appropriato utilizzare quello rapido? In che maniera gestire dati e pazienti? Da Ministero e Iss, nella "Nota tecnica ad Interim. Test di laboratorio per Sars-CoV-2 e loro uso in sanitaÌ pubblica" già anticipata da questa testata nel numero di sabato per altri aspetti peculiari del tema in oggetto, viene fatto ordine tra le opzioni disponibili. Di seguito sono segnalate le principali indicazioni necessarie anche per orientare i cittadini, che sempre più spesso confusi e bisognosi di informazioni si rivolgono al farmacista per avere un orientamento.

Tamponi molecolari, rapidi e test sierologici: indicazioni e casistica

All'interno della strategia di testing, si legge nel Documento, che fornisce i criteri di scelta dei test disponibili e che venerdì è stato diffuso a Istituzioni, Ministeri e Ordini, è «fondamentale una scelta appropriata tra i test disponibili», «a seconda dei diversi contesti per un loro uso razionale e sostenibile in termini di risorse». Un elemento essenziale, infatti, è «la rapidità di diagnosi nei soggetti con sospetto clinico e/o sintomatici e dei contatti per controllare il focolaio limitando la diffusione del virus avvalendosi di quarantena e isolamento. L'elevata sensibilità e specificità dei test» garantita dai tamponi molecolari, che sono il punto di riferimento per la diagnosi, «non possono rappresentare l'unico criterio nella scelta del tipo di test da utilizzare nell'ambito di una strategia che prevede non solo la diagnosi clinica in un preciso momento ma anche la ripetizione del test all'interno di una attività di sorveglianza che sia sostenibile e in grado di rilevare i soggetti positivi nel loro reale periodo di contagiosità». In generale, infatti, «sebbene i tamponi molecolari siano quelli di riferimento per sensibilità e specificità, in molte circostanze si può ricorrere ai test antigenici rapidi che, oltre essere meno laboriosi e costosi, possono fornire i risultati in meno di mezz'ora e sono eseguibili anche in modo delocalizzato e consentono se c'eÌ link epidemiologico di accelerare le misure previste».

Quale tampone in caso di sintomatologia?

Nel dettaglio, «in caso di sintomatologia compatibile con una infezione da Sars-CoV-2, (Casi sospetti sintomatici, con e senza link epidemiologico; Soggetto in quarantena sintomatico - per esempio, contatto stretto di caso confermato -) l'obiettivo alla base del tampone è la ricerca del virus. In questi casi, la prima scelta resta il test molecolare su tampone oro/naso faringeo. Come alternativa, l'uso del Test rapido antigenico prevede comunque, in caso di positività, una conferma con tampone molecolare». Si rappresenta che «la definizione di "caso confermato" dovrebbe essere aggiornata in relazione all'utilizzo dei test antigenici rapidi senza una conferma con test molecolari soprattutto in presenza di situazioni con link epidemiologico dove la positività del test rapido individua di per seÌ l'intervento come "caso", per l'attivazione rapida delle azioni di controllo».

Contact tracing: la logica è la rapidità, ripetitività e non invasività

In caso di contact tracing il tampone antigenico rapido «può essere uno strumento strategico e sostenibile rispetto ai test molecolari tradizionali qualora le capacitaÌ diagnostiche di test molecolari siano già saturate. La rapidità del risultato permette un veloce monitoraggio di eventuali contagi e il conseguente isolamento del soggetto limitando la diffusione dell'infezione in ambiente comunitario. In questo caso, il rischio di risultati falsi negativi può essere accettabile in quanto bilanciato dalla velocitaÌ di risposta nel percorso di controllo delle infezioni e dalla possibilità di ripetere il test se ritenuto opportuno. Si attendono maggiori dati sull'uso di questo test in soggetti asintomatici per i quali questi test non sono stati finora indicati».
Il tampone rapido, senza conferma con tampone molecolare per i casi positivi, quindi è la prima scelta in caso di:
- Soggetto pauci-sintomatico in assenza di link epidemiologico;
- Contatto stretto di caso confermato (incluso in ambiente scolastico o lavorativo) che eÌ asintomatico senza conviventi che siano fragili o non collaboranti;
- Soggetto asintomatico proveniente da paese a rischio come da Dpcm.

Screening di comunità: tampone rapido vs test sierologico

Per quanto riguarda poi lo «Screening di comunità, vale a dire la ricerca di persone con infezione in atto in un gruppo esteso di persone per motivi di sanitaÌ pubblica, la prima scelta ricade sui tamponi antigenici rapidi (con conferma con test molecolare su tampone oro/naso faringeo per i casi positivi in assenza di link epidemiologico)». Va detto che «nell'ambito della strategia di comunità dove è opportuno avere rapidamente, a seguito di positività, la possibilità di isolare il soggetto ed intercettare rapidamente tutti i possibili contatti non eÌ necessario confermare il test rapido antigenico con il test di biologia molecolare». Per quanto riguarda i «test sierologici, che rappresentano l'alternativa e necessitano anch'essi di conferma con test molecolare su tampone oro/naso faringeo per i casi positivi, possono essere processati rapidamente sia presso un lab o direttamente in sede di prelievo se si tratta dei test Poct. Il principale limite del test sierologico eÌ la capacitaÌ di confermare o meno una infezione in atto a causa (risposta anticorpale tempo- dipendente, scarso valore predittivo positivo dei test) neì nelle prime fasi della malattia. Per questo necessita in caso di positività di un test molecolare su tampone per conferma. Pertanto, la strategia d'uso del test sierologico in questo contesto eÌ in via di valutazione».

Isolamento, quarantena, guarigione: ecco le indicazioni

Per la conferma di guarigione del soggetto in isolamento, come visto, l'unico strumento è il test molecolare su tampone oro/naso faringeo. Mentre in caso di Contatto asintomatico in quarantena per la chiusura a 10 giorni se la prima scelta è il test molecolare su tampone oro/naso faringeo, c'è però anche l'alternativa del test rapido antigenico su tampone oro-naso faringeo o nasale. Per questa tipologia di paziente va ricordato che, come da circolare ministeriale del 12 ottobre, non è consigliabile il tampone prima dei 10 giorni e in assenza di tampone la quarantena dura 14 giorni. In generale, è la raccomandazione, «i test devono essere limitati ai contatti stretti di un caso confermato sia che il test sia prescritto all'inizio che alla fine della quarantena di 10 giorni, mentre non eÌ raccomandato prescrivere test diagnostici a contatti di contatti stretti di caso confermato; qualora essi vengano richiesti in autonomia, i soggetti non devono essere considerati sospetti neì essere sottoposti ad alcuna misura di quarantena neì segnalati al Dipartimento di Prevenzione tranne che per i positivi che vanno sempre comunicati».

Le opzioni disponibili su base volontaria

Infine, c'è il «caso di asintomatico che effettua il test su base volontaria, esame richiesto per motivi di lavoro o di viaggio (fatte salve specifiche prescrizioni dei paesi di destinazione che possano prevedere specificatamente test molecolare) o per richieste non correlate a esigenze cliniche o di salute pubblica ricadenti nei casi precedenti ecc. Per questa casistica la prima scelta è il test rapido antigenico su tampone oro- naso faringeo o nasale con la conferma con test molecolare su tampone oro/naso faringeo per i casi positivi; come alternativa c'è il Test molecolare su tampone oro/naso faringeo o nasale».

Gestione dei dati e dei pazienti da sottoporre a test

Dal documento emergono anche altre indicazioni: in particolare, i «dati relativi ai test da qualsiasi soggetto vengano eseguiti devono essere riportati al Dipartimento di Prevenzione (DdP) per evitare ripetizioni di test e soprattutto un allineamento tra risultati dei test e azioni di sanitaÌ pubblica da parte del DdP. La persona in attesa del risultato del test deve essere posta in quarantena. Se il risultato del test eÌ positivo il DdP prescriverà l'isolamento alla persona interessata e la quarantena ai contatti stretti. Inoltre, «nei punti di esecuzione dei test (inclusi i drive-in) va definito un accesso prioritario per i test diagnostici prescritti ai soggetti sintomatici e ai contatti stretti asintomatici di un caso confermato e alle altre categorie previste. L'esecuzione di test non prioritari potrebbe essere organizzata in altri contesti separati e con altre modalità per evitare di allungare i tempi di prelievo (ad esempio presso laboratori accreditati) e di risposta del risultato essenziali per le successive indagini cliniche e per azioni di sanitaÌ pubblica».

Francesca Giani
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