Sanità

gen182022

Tamponi rapidi, Cossolo: importante il supporto del farmacista

Tamponi rapidi, Cossolo: importante il supporto del farmacista

Cossolo (Federfarma): bisogna distinguere tra i ricavi della farmacia che fa tamponi e i reali margini di profitto considerando i costi

«Il vero discrimine è la corretta esecuzione dei tamponi rapidi e quelli fai da te rischiano di non essere affatto attendibili. In questo senso il supporto del farmacista o di un altro operatore sanitario qualificato è fondamentale». Partecipando alla trasmissione televisiva Mi manda Raitre il presidente di Federfarma Marco Cossolo parla a tutto campo del ruolo delle farmacie in questo frangente della pandemia. Interpellato dal conduttore sul tema dei presunti super guadagni delle farmacie che offrono ai cittadini il servizio dei tamponi rapidi, replica, per prima cosa, che il prezzo concordato alcuni mesi fa con il Ministero è quello di 15 euro a tampone. E sottolinea che bisogna distinguere tra i ricavi della farmacia che svolge questa attività e i reali margini di profitto, che, considerati i costi per l'acquisto dei tamponi, del personale e dei Dpi, si attestano «sui 2/3 euro a tampone».

I kit dei tamponi e l'invito a vaccinarsi

Un'altra questione affrontata da Cossolo è quella dei kit dei tamponi rapidi e della loro qualità: «È noto che l'80 per cento di questi prodotti proviene dall'estremo oriente, e non solo dalla Cina, ma il fatto che siano contrassegnati dal marchio Ce è una garanzia contro ogni ipotesi di contraffazione». L'ex direttore dell'Ema Guido Rasi - anch'egli ospite della trasmissione - aggiunge che un tracciamento eventuale basato sui test fai da te, eseguiti cioè a casa loro dai cittadini, sarebbe molto discutibile a livello scientifico. Cossolo, dopo avere ribadito l'invito a recarsi in farmacia per vaccinarsi più che per fare tamponi, fa presente che le farmacie non hanno al momento molti strumenti per difendersi dalle truffe perpetrate da no vax che - se ne parla nelle cronache di questi giorni - cercano di ottenere il green pass facendo somministrare tamponi rapidi a loro complici positivi al Covid, i quali si presentano con la tessera sanitaria di un'altra persona, che a distanza di giorni risulta quindi guarita da una malattia che in realtà non ha mai avuto. Con i vantaggi che ne conseguono. Un cenno anche alle intimidazioni subite dai farmacisti da frange no vax, per non dire dei tentativi di corruzione perpetrati sempre "a fini greenpass".
Infine, un riferimento al tema, molto dibattuto, della possibilità di eseguire test rapidi nelle parafarmacie: «Non mi metto a discutere le decisioni del Parlamento sovrano, che al momento ha deciso di non autorizzare questa facoltà per le parafarmacie. Dico soltanto che le farmacie sono presidi sanitari che garantiscono la massima tutela dei cittadini che vi si recano per usufruire di servizi di salute pubblica come quelli dei tamponi rapidi. Se sono un farmacista e decido di aprire una panetteria non significa che posso fare i tamponi in panetteria per il solo fatto di essere farmacista».
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