Sanità

gen132022

Tamponi rapidi, fine isolamento e quarantena. Nuove regole e gestione nelle farmacie

Tamponi rapidi, fine isolamento e quarantena. Nuove regole e gestione nelle farmacie

Sono state riviste le misure di quarantena e isolamento e per alleggerire il carico sulle Asl è stato potenziato il ruolo delle farmacie e dell'utilizzo del tampone antigenico rapido

L'andamento epidemiologico, l'aumento del numero di vaccinati e la necessità di estendere la copertura a una fetta sempre maggiore di popolazione hanno portato alla revisione delle misure relative a quarantena e isolamento. L'esigenza è quella di alleggerire il carico su Asl e strutture pubbliche e la conseguenza è un ulteriore potenziamento del ruolo delle farmacie e dell'utilizzo del tampone antigenico rapido. Quali sono i cambiamenti? Come vengono gestiti in farmacia? Vale la pena fare un punto.

Nuove regole su quarantena e isolamento: le ricadute sulle farmacie

Come si ricorderà, con i provvedimenti di fine anno sono state introdotte diverse novità in merito alla gestione di isolamento e quarantena, con ricadute anche per quanto riguarda l'utilizzo del tampone antigenico rapido. Il fine, in particolare, è quello di alleggerire il lavoro delle Asl, anche con un potenziamento del ruolo delle farmacie, e sono diverse le Regioni che stanno deliberando in questo senso. Al riguardo, va ricordato che da parte del Ministero della Salute è stata accettata la modifica proposta dalle rappresentanze delle farmacie al contenuto del Protocollo sui tamponi rapidi in farmacia, prevedendo la possibilità di "effettuare in farmacia test antigenici rapidi anche al cittadino che abbia avuto contatti stretti con persone affette da Covid-19, purché lo stesso non manifesti sintomi respiratori o non abbia una temperatura superiore ai 37,5° C".

Potenziato ruolo del tampone antigenico rapido in farmacia: le delibere delle Regioni

Tra le Regioni, a ogni modo, a essersi organizzata è anche l'Emilia Romagna, che da lunedì, come si legge in una nota, ha introdotto la possibilità di certificare "l'uscita dai periodi di isolamento e quarantena attraverso l'effettuazione di tamponi rapidi antigenici in farmacia con il costo a carico del servizio sanitario". Le casistiche ammesse riguardano la necessità di "effettuare uno screening di controllo oppure, se asintomatiche e in quarantena, per aver avuto un contatto stretto con un caso di Covid, per chiudere il periodo di quarantena (con riattivazione del Green pass entro 24 ore)". Qualora il test risulti positivo, c'è la possibilità di "effettuare il test antigenico rapido sempre in farmacia dopo 10 giorni per la chiusura del periodo di isolamento o dopo 7 giorni nel caso di persona vaccinata con terza dose (booster), che abbia completato il ciclo primario o sia guarita dal Covid, sempre da meno di 4 mesi. I tamponi eseguiti per chiusura quarantena o isolamento sono a carico del Servizio sanitario". Nelle misure "rientrano poi quelle relative alle scuole. Potranno infatti fare il test antigenico rapido in farmacia gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado nella cui classe si sia verificato un caso COVID, su richiesta del medico di medicina generale o del pediatra. In particolare, potranno fare il primo test nel momento in cui viene rilevata la presenza di un positivo e il secondo test a cinque giorni dal primo. Il tampone sarà a carico della struttura commissariale".

Centrale è il flusso di registrazione dei dati

In Lombardia la Delibera è del 5 gennaio e al riguardo sono arrivati chiarimenti sulla procedura: "si conferma che il flusso di registrazione degli esiti dei tamponi a oggi presente in Farmacia è lo strumento utile a garantire gli adempimenti connessi alla trasmissione del tampone antigenico rapido finalizzato alla cessazione dell'isolamento, della quarantena e dell'auto-sorveglianza. Il tampone antigenico positivo non richiede conferma con molecolare". A ogni modo, scrive ancora la Regione, "verificata la disponibilità di Federfarma Lombardia e vista la situazione epidemiologica che denota una importante crescita dei casi si considera possibile anche l'invio in farmacia per la chiusura Isolamento senza oneri per il cittadino". In merito alla tipologia di tampone antigenico rapido, la regione Lombardia, "precisa che la normativa nazionale non distingue tra tampone antigenico di prima, seconda o terza generazione e pertanto son tutti considerati validi, fermo restando le indicazioni specifiche di norma dei dispositivi diagnostici".

Dalla Regione Lazio specificate le tipologie di tampone rapido

Diversa, in parte, l'indicazione che arriva dalla Regione Lazio: con Ordinanza di fine dicembre, viene stabilito che "per la diagnosi di infezione da un test antigenico positivo non necessiti di conferma con test RT-PCR (molecolare) per la definizione di caso confermato COVID 19 e conseguente disposizione di isolamento", mentre "un test antigenico negativo in soggetti sintomatici necessiterà di conferma con un secondo test antigenico rapido a distanza di 2-4 giorni o con metodica RT-PCR (molecolare), esclusivamente sulla base della valutazione clinica (p.es presenza e gravità dei sintomi) ed epidemiologica del caso; il test antigenico potrà essere utilizzato per la valutazione del termine dell'isolamento di un caso confermato COVID-19, così come nei soggetti contatti dei casi positivi per la valutazione del termine della quarantena". Importante osservare "che tutti i soggetti autorizzati alla esecuzione di test antigenici (es. Farmacie, Laboratori) dovranno garantire l'inserimento dei dati relativi ai test antigenici rapidi nei sistemi informatici regionali, al fine di permettere la tempestiva presa in carico dei casi positivi". In questa Regione, in merito alla tipologia dei tamponi, sono state date indicazioni più specifiche: secondo quanto scrive Federfarma Roma in una circolare, l'ordinanza, richiamando le previsioni del ministero, fa riferimento a "tamponi rapidi di seconda generazione ad immunofluorescenza COI (Cutoff Index) oppure a tamponi di terza generazione basati su microfluidica con lettura in fluorescenza, che rispondano alle caratteristiche di sensibilità ≥ 80 % e specificità ≥ 97% (Circolare del Ministero della Salute dell'11.8.2021). Pertanto, qualora nella diagnosi di prima istanza con esito positivo siano già stati utilizzati i test rapidi suddetti, non sarà necessario eseguire un test di conferma".

In Emilia-Romagna vaccinati potranno registrare su Portale anche autotest

Un ulteriore passaggio arriva ancora dalla Emilia-Romagna e concerne gli auto test. Al riguardo infatti la Regione ha corretto la delibera in cui ne veniva vietata la vendita e sancito l'intenzione, dal prossimo lunedì, di consentire ai vaccinati con almeno due dosi di sottoporsi ad autotest e, se positivi, di registrare sul portale della Regione - in area che verrà attivata settimana prossima - i risultati dell'autotest, avviando il periodo di isolamento. "In questo caso" scrive ancora la Regione "potrà essere utilizzato solo uno dei test rapidi validi in farmacia". I requisiti di coloro che possono accedere alla procedura prevedono anche che sia stato "attivato il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) o, nel caso di minori, essere associati al FSE del genitore. Il caricamento dell'esito avverrà attraverso l'inserimento della foto con il risultato del test e la scelta del test usato dall'elenco di quelli validi".

Francesca Giani
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