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12 Gennaio 2021

Tamponi rapidi in farmacia, in Veneto è botta e risposta tra medici e farmacisti


È botta e risposta tra medici e farmacisti veneti sul protocollo che consente alle farmacie di eseguire i tamponi rapidi Covid 19. I medici: "esercizio abusivo della professione medica"

È botta e risposta tra medici e farmacisti veneti sul protocollo regionale che consente alle farmacie di eseguire i tamponi rapidi Covid 19. All'accusa di esercizio abusivo della professione medica sollevata dall'Ordine dei medici di Padova che hanno chiesto un parere pro veritate alla Società italiana di medicina legale, i farmacisti rispondono a suon di norme: è la legge a legittimare i tamponi in farmacia e non ci sono sovrapposizioni con altre professioni.

Medici: possibile esercizio abusivo della professione medica

Per il neopresidente dell'Ordine dei medici di Padova Domenico Crisarà «qualora si profilasse l'esercizio abusivo della professione medica, scatteranno le denunce. È un esproprio della nostra attività: per legge gli unici abilitati a refertare un accertamento diagnostico siamo noi e, in alcuni casi, i biologi. Va da sé, quindi, che nemmeno i farmacisti sono autorizzati a firmare il referto del tampone, né lo possono fare gli infermieri che a loro volta sono stati incaricati dalle farmacie di occuparsi concretamente dell'esecuzione del test rapido». Nel protocollo sottoscritto a fine dicembre si prevede che, una volta eseguito il tampone rapido da parte di un infermiere specializzato, il farmacista inserisca il risultato nel database regionale, indirizzando poi l'eventuale soggetto positivo al proprio medico di base per la gestione della quarantena. Ma per Crisarà «a quel punto, in mancanza di referto, noi dobbiamo ricominciare dall'inizio tutta la trafila, sottoponendo di nuovo il paziente al tampone. Una volta verificata la positività, abbiamo l'obbligo di fare la segnalazione emettendo un provvedimento in contumacia che equivale agli arresti domiciliari, con relative conseguenze penali in caso di mancato rispetto, cosa che non avviene, invece, quando il test viene effettuato in farmacia. L'unico onere a carico del farmacista è quello di "consigliare" o "invitare" il positivo a rivolgersi al proprio medico di base».

Farmacisti: norma legittima i tamponi in farmacia. Non ci sovrapponiamo ad altre professioni

I farmacisti veneti, per voce di Federfarma regionale e del sindacato indipendente FarmacieUnite, rispondono con una presa d'atto, ma anche sottolineando che "non intendono sovrapporsi a nessun'altra categoria professionale della Sanità". In particolare, Federfarma Veneto sottolinea che i farmacisti veneti si sono "offerti di integrare le strutture pubbliche e private già impegnate nella campagna di tracciamento investendo per attrezzare i locali, inserire personale qualificato all'uso dei tamponi, ampliare gli orari a disposizione del pubblico e garantire alla popolazione ed all'Amministrazione regionale il numero più alto di test effettuati". Andrea Bellon, in presidente afferma: «I Farmacisti vogliono offrire un'opportunità in più ai propri Concittadini: noi ci rivolgiamo a quei Veneti che sono asintomatici, che non troverebbero spazio nel sistema di medicina generale che deve dare giustamente la priorità ai cittadini che presentano già i sintomi della malattia. Ma la domanda di fare un test velocemente, nella massima sicurezza, dal tracciamento garantito, va soddisfatta comunque. Pensiamo a chi deve programmare viaggi o incontri d'affari o che deve recarsi in visita ad un genitore anziano: fare il test permette di muoversi e vivere con maggiore tranquillità. Sia personale che collettiva. Questo test, inoltre, viene fatto non a carico della fiscalità generale, ma acarico dei singoli utilizzatori, attraverso un fee calmierato stabilito di concerto con la Regione che va a coprire le spese che le Farmacie sostengono per poter garantire un servizio efficiente e sicuro». I Farmacisti non tolgono spazio e ruolo a nessuno né intendono farlo: questo è sempre stato lo spirito di questa iniziativa e così resterà, conclude la nota.
Anche le farmacie rappresentate da FarmacieUnite reagiscono sottolineando che "è la legge a legittimare i tamponi in farmacia: la ratio che sottende i recenti provvedimenti normativi in materia è quella di affrontare il momento straordinario con misure straordinarie e con l'aiuto di tutti. È assurdo, in questo contesto, così difficile e drammatico, accendere guerre di religione e contrapposizioni corporative. È chiaro che i farmacisti si impegnano, almeno al pari dei medici, in questa situazione spinti dal senso civico e di servizio in un momento di emergenza, perché è evidente a chiunque che di lucro non si possa parlare".

TAG: FARMACISTI, FARMACIE, REGIONE VENETO, TAMPONI RAPIDI

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