Sanità

ott282020

Tamponi rapidi, raggiunto accordo con Mmg su obbligatorietà e remunerazione

Tamponi rapidi, raggiunto accordo con Mmg su obbligatorietà e remunerazione

Siglato l'accordo tra Sisac e medici di famiglia per l'esecuzione dei tamponi che saranno gratuiti per i cittadini mentre a medico saranno riconosciuti 18 euro se il test viene effettuato nello studio

Siglato l'accordo stralcio tra Sisac e medici di famiglia per l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi che saranno gratuiti per i cittadini mentre a medico saranno riconosciuti 18 euro se il test viene effettuato nello studio del medico e 12 euro se effettuato al di fuori dallo studio, nelle Case della Salute, in locali predisposti dalle Asl, nei tendoni della Protezione Civile. L'accordo non prevede volontarietà: tutti i medici di medicina generale hanno l'obbligo di eseguire i test rapidi, e questo è stato uno dei nodi della trattativa in quanto i sindacati hanno insistito affinché l'adesione sia esclusivamente su base volontaria. Posizione su cui sono rimasti fermi i sindacati Snami e Smi che non hanno firmato contestando anche la "mancata garanzia della sicurezza di cittadini e operatori". A sottoscrivere l'accorso sono Fimmg e Intesa sindacale.

A chi fare il tampone

La fornitura di tamponi, dispositivi di protezione individuale, mascherine, visiere e camici sarà assicurata dal Commissario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri con modalità che comunicheranno Regione o Asl, i Dpi saranno assicurati in ogni caso. Il medico di famiglia farà il tampone a:
- contatti stretti asintomatici individuati dal medico di medicina generale oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione in attesa di tampone rapido;
- casi sospetti di contatto che il medico di medicina generale si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido; qualora il medico si trovi ad operare in strutture rese disponibili dall'Azienda/Agenzia, per gli assistiti di altri medici di medicina generale:
- contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento identificati in base ad una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità pubblica/igiene e Prevenzione al medico individuato.
Il medico che esegue il tampone registra prestazione e risultato sul sistema informativo regionale (i gestionali andranno aggiornati) e in caso di esito positivo lo comunica al servizio di igiene Asl per i provvedimenti conseguenti raccomandando isolamento a casa in attesa dell'esito del tampone molecolare di conferma. Se l'esito è negativo il medico che ha eseguito il tampone rilascia attestazione al paziente. Se non ha i Dpi, il medico non è tenuto ad eseguire i tamponi quindi il conseguente rifiuto non corrisponde ad omissione, né è motivo per l'attivazione di procedura di contestazione disciplinare.

Smi: sicurezza e obbligatorietà le ragioni della mancata firma

A dire no a questo accordo è lo Smi che ne spiega i motivi: "Tenuto conto che è stato finanziato 1 milione e mezzo di tamponi ci è sembrato che la percentuale non incida. Ma incide invece sulla sicurezza degli studi medici e dei cittadini. Dare un obbligo in questo momento a una categoria già in sofferenza ci è sembrato ingeneroso. Riteniamo che fosse importante la volontarietà per i medici di famiglia di fare i test rapidi".
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