Sanità

lug252015

Tar Lazio accoglie ricorso Adf e annulla determina Aifa su ripiano territoriale 2013

Tar Lazio accoglie ricorso Adf e annulla determina Aifa su ripiano territoriale 2013
Annullamento del provvedimento con il quale l'Aifa ha disposto il ripiano della spesa farmaceutica territoriale per il 2013 e riconoscimento dell'illegittima fissazione di uno sconto dello 0,64% a carico dei grossisti e dei farmacisti in via permanente, nonostante fosse fissato in via temporanea. Sono questi gli aspetti che sembrano emergere dalla sentenza, depositata martedì, con la quale il Tar del Lazio accoglie il ricorso presentato da Adf e da alcune aziende distributrici (n.16124 del 2014) per l'annullamento della determinazione dell'Aifa (n.1238/2014) del 30 ottobre 2014 sul "Ripiano dello sfondamento del tetto dell'11,35% della spesa farmaceutica territoriale 2013", che aveva «disposto a carico dei farmacisti e dei grossisti: 1) per la durata di sei mesi uno sconto dello 0,74% a favore del Ssn sul prezzo dei farmaci da quest'ultimo rimborsati; 2) senza limite di tempo a partire dal 1° maggio 2015 un ulteriore sconto dello 0,64% a favore del Ssn sul prezzo dei farmaci da quest'ultimo rimborsati». A fare il punto, in una nota Adf, Beniamino Caravita, professore e avvocato che, insieme al vice Presidente Adf, Luca Sabelli, ha seguito il ricorso. Innanzitutto, viene osservato che la decisione del Tar «risulta essere la prima in assoluto relativa al provvedimento di ripiano della spesa farmaceutica territoriale 2013, rispetto ai 20 ricorsi proposti anche da produttori e farmacisti». Nel merito, il ricorso, continua l'avvocato, «è stato accolto sotto un duplice profilo. Da un lato, infatti, è stato annullato il provvedimento con il quale l'AIFA ha disposto il ripiano della spesa farmaceutica territoriale per il 2013, per mancata partecipazione al procedimento dei grossisti, potenziali destinatari del ripiano. Dall'altro lato, è stata riconosciuta l'illegittima fissazione di uno sconto dello 0,64% a carico dei grossisti e dei farmacisti in via permanente, nonostante lo stesso fosse fissato in via temporanea. In particolare, rispetto a tale ultimo profilo, il TAR ha riconosciuto che "è evidente che la determinazione gravata, nel ripristinare con effetti permanenti il citato sconto previsto come una misura temporanea, non trova una base normativa legittimante, né risulta razionalmente giustificata sotto l'aspetto economico alla luce della vigente disciplina che ha più che dimezzato la quota di spettanza dei grossisti"». E l'importanza della sentenza sta anche nel fatto che, secondo Adf, «diventa giurisprudenza la valutazione della pesante condizione in cui si trova la nostra categoria dopo che la quota di spettanza dei grossisti è stata più che dimezzata nel 2010». Per quanto riguarda la sentenza, come si legge del documento, viene detto che «illegittimamente l'AIFA ha consentito solamente alle aziende farmaceutiche di partecipare al procedimento conclusosi con la contestata determina di ripiano, non riconoscendo tale facoltà alle imprese distributrici dei farmaci», e questa scelta «non risulta in alcun modo giustificata» e anzi va osservato che i grossisti «avevano un concreto e personale interesse a intervenire nel relativo procedimento al fine di far valere le proprie ragioni in ordine alla corretta quantificazione dei dati sulla cui base è stata calcolata l'entità del ripiano che le singole imprese in questione sarebbero state successivamente chiamate a versare». Mentre, per quanto riguarda «la disposizione con cui è stato previsto a carico dei grossisti a partire dal 1° maggio 2015 un ulteriore sconto dello 0,64% a favore del SSN sul prezzo dei farmaci da quest'ultimo rimborsati», «risulta fondata la doglianza con cui ne è stata prospettata l'illegittimità alla luce della dinamica normativa intervenuta a disciplinare la materia de qua», che, oltre a ribadire «la natura temporanea dello sconto in questione», aveva fissato una «rideterminazione nella misura del 3 per cento per i grossisti e del 30,35 per cento per i farmacisti» della quota di spettanza. Per capire nel dettaglio l'impatto della sentenza occorreranno ulteriori approfondimenti ma la determina dell'Aifa, scrive anche Federfarma in una comunicazione, «dovrebbe cessare di avere effetto anche nei confronti delle farmacie. Sul provvedimento, in ogni caso, pende ancora un ricorso presentato da Federfarma».

Francesca Giani

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