Sanità

ott232012

Taranto, aumento di tumori fino al 400%

Incremento dei tumori del 30%, con picchi che superano il 400% se si parla di mesoteliomi pleurici e del 100% per i tumori allo stomaco. Sono questi alcuni dei dati inquietanti contenuti nel rapporto Sentieri, relativi al periodo 2003-2009, con riferimento agli effetti sanitari dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto

Incremento dei tumori del 30%, con picchi che superano il 400% se si parla di mesoteliomi pleurici e del 100% per i tumori allo stomaco. Sono questi alcuni dei dati inquietanti contenuti nel rapporto Sentieri, relativi al periodo 2003-2009, presentato ieri a Taranto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, con riferimento agli effetti sanitari dello stabilimento siderurgico Ilva, ritenuto, si legge nel rapporto, «il potenziale responsabile». Secondo i dati ufficiali del ministero, nella città si registra un +14% di mortalità per gli uomini e un +8% di mortalità per le donne, considerando tutte le cause di morte. Nello specifico delle malattie tumorali, la città di Taranto e il comune di Statte registrano un incremento dei tumori al fegato (+75%), del corpo utero superiore (+80%), dei polmoni (+48%), dello stomaco (+100%), e della mammella (+24%), e del linfoma non Hodgkin (+43%), per un incremento complessivo di tutti i tumori del 30%. In una distinzione di genere, il rapporto riporta, per gli uomini, +14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per quanto riguarda la popolazione femminile: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico. L’incremento interessa anche la popolazione pediatrica: per i bambini si registrano, nel primo anno di vita, incrementi significativi di sviluppo di malattie per tutte le cause. Picchi «finora mai registrati» vicino a un’area industriale, commenta l’Associazione italiana oncologia medica (Aiom): «Anche se al Nord c'è un'incidenza maggiore di tumori, fino al 30% in più, rispetto al Sud»  spiega Stefano Cascinu, presidente eletto dell'Aiom  «e i dati dei registri dei tumori sono disomogenei, non mi sembra si siano registrati mai picchi del genere».


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