Sanità

dic122017

Tariffa notturna, farmacisti: adeguamento doveroso. Consumatori pronti a ricorso al Tar

Tariffa notturna, farmacisti: adeguamento doveroso. Consumatori pronti a ricorso al Tar
Non accenna a spegnersi la polemica sull'aggiornamento della tariffa nazionale, in particolare sul diritto addizionale notturno e, se da una parte per i farmacisti è un legittimo adeguamento al costo del lavoro e della vita atteso da 25 anni, dall'altra le associazioni dei consumatori lo definiscono una "stangata" e un "salasso" per i cittadini e annunciano ricorso al Tar Lazio. A spiegare le motivazioni dell'aggiornamento, definito dal tavolo istituzionale avviato durante l'estate scorsa e oggetto di un decreto ministeriale in vigore dal 9 novembre, sono le parole del presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo che sull'house organ del sindacato afferma: «L'aumento a prima vista può sembrare consistente ma va considerato che l'ultimo aggiornamento risaliva al 1993. La remunerazione è restata ferma per 24 anni, è chiaro che se fosse stata aggiornata ogni due anni, come previsto dalla norma, l'aumento sarebbe stato lento e progressivo nel tempo, e non avrebbe perciò fatto tanto clamore». E a fare i conti è Andrea Cicconetti vicepresidente di Federfarma Roma intervenuto nella trasmissione Rai Agorà: «La tariffa è stata riparametrata sulla base dell'aumento del costo del lavoro: se 24 anni fa un farmacista costava 23 centesimi al minuto, oggi il suo lavoro viene valutato 42 centesimi al minuto, quasi il doppio». Un adeguamento, ha sottolineato Cicconetti, «necessario per la sostenibilità del sistema a garanzia del cittadino, perché se viene meno la sostenibilità il cittadino resta senza il servizio».
Dal canto loro i consumatori, rappresentati nel dibattito televisivo da Rosario Trefiletti (Federconsumatori) reclamano un «errore di metodo nella definizione dell'aggiornamento e criticano l'assenza di un loro rappresentante al tavolo istituzionale». Per Federconsumatori, si legge in una nota, «si tratta di un vero e proprio salasso a danno dei cittadini che, per qualche emergenza, sono costretti a dover acquistare un farmaco di notte. L'unico modo per evitare l'aumento relativo al servizio notturno è quello di presentarsi muniti di una ricetta della guardia medica per un farmaco urgente». Una condizione, quest'ultima, su cui Federfarma intende portare attenzione: «Non va dimenticato - dice il sindacato - che l'importo (del diritto addizionale notturno di 7,50 euro per le farmacie urbane e rurali non sussidiate e di 10 euro per le rurali sussidiate, ndr.) è a carico del Servizio sanitario nazionale quando la ricetta Ssn è rilasciata dalla guardia medica o reca un'indicazione che ne certifica il carattere di urgenza». Intanto il Codacons, insieme all'associazione Articolo32, annuncia, in una nota odierna, di promuovere un ricorso al Tar del Lazio per chiedere la sospensione del decreto ministeriale dello scorso 22 settembre che ha aggiornato le tariffe. Alla base della decisione, dicono le due associazioni, "la palese illegittimità del provvedimento poiché determina disparità di trattamento tra cittadini e arreca danni economici ai consumatori".

Il dibattito ha trovato ampio spazio anche sui social network dove il confronto tra i titolari di farmacia vuole far emergere l'importanza di comunicare il valore del servizio offerto di notte e in zone disagiate: «L'impressione - dichiara a Farmacista33 Ivan Tortorici, amministratore del gruppo facebook "Pillole di informazione per titolari" - è che la categoria, anche dopo una legge che rende finalmente atto del giusto aumento del costo della vita, si senta in dovere di giustificarsi anche quando si viene svegliati di notte per offrire un servizio là dove nessun altro investirebbe economicamente, come fosse qualcosa di dovuto e scontato. Quello che non si dice è, invece, che il suddetto adeguamento consentirà di fare in piccola parte fronte alle difficoltà causate dalle liberalizzazioni degli orari che hanno determinato un impoverimento del mercato ed una diminuzione delle farmacie notturne a svantaggio della popolazione. Il farmacista ha sempre avuto, anche inconsapevolmente, il ruolo di informare e comunicare e oggi più che mai è necessario potenziare questa inclinazione a vantaggio dei propri utenti/pazienti, per far comprendere che noi titolari siamo sempre là, anche tra le montagne. E siamo sempre pronti a confrontarci».

Simona Zazzetta
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