Sanità

mar22017

Tavolo carenze, aperto confronto con farmacisti-grossisti. Di Giorgio: norme sono punto fermo

Tavolo carenze, aperto confronto con farmacisti-grossisti. Di Giorgio: norme sono punto fermo
La presenza al Tavolo delle carenze, per la prima volta, dell'Associazione nazionale dei farmacisti grossisti (Anfg) ha segnato l'avvio di un confronto - entro comunque i punti fermi fissati dalla normativa e delle posizioni già formulate - all'insegna di quello che è stato finora il modello espresso dal tavolo di creare un terreno di condivisione piuttosto che di contrapposizione. Se ora si attende una relazione da parte dell'Anfg sulle problematiche che stanno alla base del ricorso alle transazioni da farmacia a grossista, c'è da parte del tavolo la disponibilità ad avviare la discussione per valutare eventuali soluzioni. Ora, per i prossimi incontri, diverse sono le tematiche sul tappeto, tra le quali la questione del requisito del 90% delle referenze, ma anche lo sviluppo di procedure di intervento in chiave preventiva per casistiche che pongano particolari problemi di salute.

È questo il punto sul Tavolo delle carenze di Domenico Di Giorgio, Dirigente Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al Crimine Farmaceutico dell'Aifa e coordinatore del Tavolo, in un'intervista a Farmacista33. «I lavori vanno avanti con una crescente partecipazione di sigle. La riunione di qualche giorno fa ha visto la presenza di 36 delegati» spiega Di Giorgio «e questo è confortante. Le novità dell'ultimo incontro sono state la presenza di un delegato della Campania e dell'Anfg. In generale, si va avanti compatti, in maniera stringente, nella direzione di raggiungere risultati pratici e ci sentiamo ottimisti sul fatto che potranno essere ottenuti». Con Anfg il punto «su cui è aperto il confronto riguarda le transazioni da farmacia a grossista. Un nodo su cui, lo ribadiamo, il tavolo ha già preso una posizione e soprattutto l'interpretazione della normativa è chiara». Da sfondo ci sono anche le recenti sentenze del Tar. «Da parte dell'Associazione sono state sollevate una serie di problematiche operative che stanno alla base del ricorso a questa transazione. Siamo ora in attesa di una relazione che illustri nel dettaglio la situazione in modo da portare le tematiche nel vivo della discussione, non nella direzione di una deroga, che, lo ribadiamo, non può esserci, ma per cercare risposte e soluzioni in una visione più ampia». Tanti i temi aperti che «si sta iniziando ad affrontare».

Tra questi la questione del requisito minimo dei grossisti di detenere il 90% delle referenze autorizzate: «il metodo della discussione è quello seguito per l'elaborazione del memorandum: un gruppo di lavoro sta predisponendo un testo di partenza che viene portato al tavolo per raccogliere i commenti di tutti e trovare una convergenza di punti di vista. Dal prossimo incontro entreremo nel vivo». Nel dettaglio, l'obbligo pare di difficile realizzazione per i distributori, alle prese a loro volta con carenze e indisponibilità di farmaci, e l'idea portata avanti dai grossisti è di abbassare il numero di riferimento delle referenze (che oggi sono oltre 8700). Ma tra le altre tematiche «si lavora anche nella direzione di sviluppare procedure di intervento per casistiche in cui si rilevino particolari problemi di salute, in una chiave preventiva quindi», ma anche «ad attività di formazione di chi fa i controlli, con la possibilità di una condivisione di informazioni».


Francesca Giani
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