Sanità

gen302016

Tavolo farmaceutica, Bonaretti (Mise): riparte a febbraio

Tavolo farmaceutica, Bonaretti (Mise): riparte a febbraio
Febbraio sarà un mese denso di incontri decisivi per molte delle questioni che sono in discussione al tavolo sulla farmaceutica, in particolare, per ciò che riguarda il tema produzione e distribuzione dei farmaci. A fare il punto con Farmacista33, dei temi caldi e che saranno oggetto di confronto, è Paolo Bonaretti, Consigliere per le Politiche industriali del Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Economico e Responsabile del Tavolo sulla Farmaceutica.

Oggi più che mai si continua a discutere della liberalizzazione della Fascia C
La posizione del governo, che è stata espressa chiaramente in occasione del passaggio al Senato anche del Ddl concorrenza, è che i farmaci di fascia C debbano rimanere in farmacia. Così dev'essere in considerazione di due motivi: in primis la salute dei cittadini, i farmaci di fascia C sono farmaci che hanno impatti e rischi importanti. Non è interesse del Paese incentivare la spesa out of pocket e il consumo di farmaci, quindi i canali distributivi devono essere canali controllati. Inoltre, non bisogna dimenticare che la farmacia è un presidio sanitario territoriale: le farmacie non sono tutte in città ma sono dislocate anche in zone meno abitate, zone nelle quali si stanno chiudendo i piccoli ospedali che risultano inefficienti e quindi poco sicuri, dunque sul territorio non rimangono molti presidi dal punto di vista sanitario. Una distribuzione indiscriminata dei farmaci potrebbe mettere in discussione la presenza di queste farmacie dal punto di vista della concorrenza, e questo si tradurrebbe in ulteriori costi per il Sistema Sanitario Nazionale.

E per quanto riguarda l'entrata dei capitali?
Quella ormai è un dato di fatto che c'è. Con il tempo entreranno anche le grandi catene distributive che esistono nel resto d'Europa e vedremo che tipo di impatto avranno sulla distribuzione territoriale, non vorremmo che succedesse la stessa cosa che è successa per le telecomunicazioni, che tutti vogliono mettere la fibra ottica in città e poi...

Parliamo della governance della spesa farmaceutica...
Il mese di febbraio sarà cruciale per affrontare questo tema, un tema grosso sul quale c'è un problema che dev'essere affrontato: nel 2015 non si sono nemmeno fatti i budget di prodotto perché in presenza delle sentenze dei Tar per il 2013 e 2014 era tecnicamente e giuridicamente difficile se non impossibile costruire il budget. Noi stiamo assistendo a un meccanismo nel quale di fatto il sistema dei tetti non funziona quasi più, per questo pensiamo che, soprattutto per quanto riguarda i farmaci innovativi, vada potenziato molto il fondo per l'innovazione proprio come è stato fatto per i farmaci per l'epatite C e, forse, invece che chiedere un pay-back sulla spesa ospedaliera sarebbe più opportuno chiedere una partecipazione dell'impresa al fondo per l'innovazione e una compartecipazione ai costi della ricerca.

Ci sono novità sull'uso dei biosimilari?
Siamo in vista di una posizione comune su ciò che riguarda l'uso dei biosimilari ci stiamo avvicinando a una soluzione del problema delle continuità terapeutiche e della scelta del medico. Siamo vicini a delineare una regola nazionale, condivisa da tutti, che contempli la possibilità di produzione del biosimilare per classi terapeutiche e che impedisca la proprietà transitiva del biosimilare, come di fatto alcune Regioni in passato hanno tentato di fare in una sorta di aggiramento delle leggi sulla proprietà intellettuale.


Attilia Burke

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