Sanità

feb152017

Tavolo galenici dimagranti, Cini: non escluso ripensamento Ministero su estratti vegetali

Tavolo galenici dimagranti, Cini: non escluso ripensamento Ministero su estratti vegetali
In tema di galenici dimagranti la strada per portare chiarezza sembra ancora lunga: se da un lato, contro l'ultima sentenza del Tar - che non aveva accolto il ricorso per l'annullamento del decreto ministeriale di agosto 2015 sul divieto di prescrizione e allestimento di sette sostanze - Asfi e Sifap, le sigle ricorrenti, stanno valutando di appellarsi al Consiglio di Stato, dall'altro lato «non si può escludere che il ministero della Salute faccia altrettanto in merito alle due precedenti sentenze del Tar di inizio anno che invece avevano accolto i ricorsi contro i decreti su efedrina e pseudo efedrina». E dal tavolo sul tema tra istituzioni e sigle della professione - nato all'indomani del decreto di dicembre e che ieri ha tenuto una riunione - ancora non emergono con chiarezza le intenzioni ministeriali, anche se «c'è forse una presa di consapevolezza che, quanto meno, per gli estratti vegetali occorre trovare una soluzione».

A fare il punto Maurizio Cini, presidente Asfi, che spiega: «Dall'incontro di ieri con il ministero abbiamo colto all'interno del dicastero posizioni di perplessità. Quello che ci è sembrato di capire è che c'è, forse, una presa di coscienza che, nell'idea di chiudere entro la fine dell'anno, sia stato fatto un provvedimento affrettato. In particolare, a generare perplessità è la considerazione che è stato introdotto un divieto per medicinali contenenti sostanze vegetali quando in commercio esistono integratori con le stesse sostanze. Il problema credo sia sentito soprattutto tra i funzionari che rilasciano le autorizzazioni per gli integratori alimentari. Al momento, la soluzione che sembra si stia delineando - ma ancora niente è certo - è che gli estratti vegetali vengano stralciati dal decreto. A breve dovremmo sapere qualcosa di più preciso».

Per quanto riguarda invece l'ultima sentenza del Tar, che non ha accolto, a differenza delle due precedenti di inizio gennaio, il ricorso contro il decreto ministeriale di agosto 2015 su sette sostanze «a nostro parere potrebbe contenere vizi e per questo stiamo valutando il ricorso al consiglio di stato. In sostanza, se per le precedenti è stata segnalata dal tar una carenza di istruttoria, una mancanza di documentazione atta a dichiarare la pericolosità delle sostanze in questione, in questo caso è venuta meno in quanto è arrivato, pur tardivamente, il parere dell'Iss sulla pericolosità delle sostanze. Quello che rileviamo è che il parere è arrivato durante l'istruttoria mentre non è stato la base della decisione ministeriale che è avvenuta appunto nel 2015. Ma, sulla stessa base, non c'è motivo di ritenere che il Ministero della Salute non impugni al consiglio di Stato le due precedenti sentenze».


Francesca Giani
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