Sanità

giu182015

Tavolo Pht, Cavaliere (Sifo): disponibili a formare farmacisti di comunità

Tavolo Pht, Cavaliere (Sifo): disponibili a formare farmacisti di comunità
Solo un clima di condivisione scientifica e culturale tra tutti gli attori protagonisti, come è stato messo in campo in occasione dei lavori del tavolo congiunto Federfarma-Sifo sul Pht, può eliminare certe rigidità professionali e far approdare a una ragionata flessibilità sulla revisione del Prontuario, sotto il principio di una facilitazione e uniformazione dell'accesso alle cure, e favorire il percorso verso una piena continuità ospedale-territorio. È questo uno dei messaggi che emerge dal Convegno "Continuità terapeutica ospedale-territorio: nuovi modelli organizzativi" che si è tenuto ieri a Roma, organizzato da Arturo Cavaliere, responsabile Nazionale per la Sifo dei rapporti con Fofi e Federfarma, e Gerardo Miceli Sopo, coordinatore dell'Area farmaco dell'Asl Roma B, che ha visto anche la partecipazione di presidente e vicepresidente della Fofi e senatori, Andrea Mandelli e Luigi D'ambrosio Lettieri, il Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, Laura Fabrizio, presidente Sifo, Michele Di Iorio, presidente Federfarma Campania, Lorella Lombardozzi, Responsabile Area del Farmaco Reg. Lazio, Vittorio Contarina presidente di Federfarma Roma, e presidente dell'Ordine, Emilio Croce. Un percorso di collaborazione intraprofessionale che vede tra gli step anche la formazione: «Da un lato» spiega Cavaliere a margine dell'evento «è stato sottolineato che la Fofi sta già mettendo in atto un processo di integrazione di elementi formativi che possano far interagire le varie componenti della filiera. E in ogni caso dalla Sifo ribadiamo la nostra disponibilità anche per formare farmacisti di comunità su medicinali di impatto notevole dal punto di vista di complessità». Al centro della riflessione infatti anche un punto sulla proposta di revisione del Pht elaborata dal tavolo congiunto e presentata a maggio all'Aifa. «In Aifa, lo ricordiamo, ci siamo lasciati con la richiesta di una valutazione dell'impatto economico della proposta e il prossimo incontro porterà alla chiusura di tutto. Stiamo parlando di spostare sul territorio molecole a brevetto scaduto - per le quali l'attenzione clinica non c'è più e che hanno esaurito il monitoraggio - e a basso costo: se pure possono essere ipotizzabili grossi volumi di consumo, si tratta di governarne la prescrizione secondo appropriatezza e mettere in campo controlli di aderenza alla terapia. Mentre, di contro, i vantaggi sono notevoli, in primis la tutela della salute, di cui l'accesso alle terapie è un'espressione, e quel principio di universalismo che, come è stato sottolineato, non è compatibile con un'eccessiva frammentazione regionale dell'assistenza». Infine dal presidente di Farmindustria è arrivata una riflessione sulla governance economica, anche alla luce dell'arrivo di innovativi, valutando anche i costi indiretti che derivano dall'ospedalizzazione.

Francesca Giani

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