Sanità

nov212015

Tavolo remunerazione, si auspica proroga. Condiviso metodo di lavoro

Tavolo remunerazione, si auspica proroga. Condiviso metodo di lavoro
Quello che è certo è che la scadenza di fine anno è stretta - e la speranza è che ci sia una proroga - ma, almeno per il momento, l'idea è di proseguire in maniera serrata negli incontri - prossimo step tra circa una decina di giorni - e intanto, se di contenuti si è parlato senza però addentrarsi nella discussione, un metodo sembra emergere: ogni associazione dovrà portare nel confronto, come punto di partenza, i dati attuali (sul 2014 e sul 2015) su mercato, scenario, quote, situazione, e quant'altro. Sono questi alcuni degli spunti che sembrano trasparire dal tavolo sulla nuova remunerazione, insediatosi ieri, della filiera della distribuzione finale, tra Federfarma, Assofarm, Federfarma Servizi e Adf. «Difficile che entro la scadenza di fine anno si arrivi a una proposta condivisa, che, per altro deve essere approvata anche dal ministero della Salute e dell'Economia» spiega Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm «e la speranza è che, nel Milleproroghe, ci sia un'ulteriore proroga. Contiamo sul fatto che la politica apprezzi l'intenzione e la volontà di riprendere le fila della discussione e crediamo che il Tavolo al Mise, con la partecipazione di tutta la filiera della farmaceutica, sia un'occasione per fare pressioni. Ritengo l'incontro positivo: l'interesse a discutere e ragionare c'è e c'è anche stata l'occasione per ognuno di portare le proprie posizioni in maniera franca e aperta».

«La volontà che dal tavolo esca una proposta congiunta è condivisa» interviene Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «e questo ci pare già un punto di partenza. Ora si tratta di mettere a punto proposte da parte di tutti e il metodo su cui ci si è indirizzati è di partire da un'elaborazione da parte di tutte le associazioni di dati su vendite, mercato, quote, e quant'altro, il più attuali possibili, sul 2014 e su parte del 2015, in modo da capire in che maniera ipotizzare una nuova remunerazione. Sulla base di questo confronto si tratta poi di elaborare soluzioni che rendano attuale la proposta che già avevamo firmato nell'ottobre del 2012. Tra le ipotesi sul tavolo c'è, per esempio, anche quella di partire da un dual price, a seconda che il farmaco sia rimborsato dal Ssn o venduto al privato. Al prossimo incontro l'idea è di avere già i dati su cui confrontarci e credo possa essere tra una decina di giorni. Ma la strada è lunga, anche perché una volta arrivati a una proposta condivisa nel tavolo, si tratta di farla approvare all'interno delle associazioni e poi di portarla alle istituzioni».

«L'idea emersa» continua Gizzi «è di ripartire dalle esperienze positive che ognuno ha fatto in questo periodo per arrivare a un'intesa che sia attuabile anche da parte delle istituzioni e che non mortifichi nessuno, ma sia fatta nell'interesse del cittadino e della professione. Anche perché sul settore pesa anche l'incognita di una Convenzione di cui ancora non è chiaro il percorso».

Francesca Giani
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