Sanità

mag152013

Terapia anticoagulante: molto meglio se la spiega il farmacista

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Un sondaggio rileva che la soddisfazione dei pazienti migliora se il servizio di terapia anticoagulante è coordinato da un farmacista. A effettuare il confronto tra modalità standard di avvio alla terapia anticoagulante e modalità diretta dal farmacista è stato l’ospedale Henry Ford, nell’ottica di individuare un metodo capace di garantirsi un buon rimborso da parte di Medicare e Medicaid. Il nuovo modello prevede che un team di farmacisti sia responsabile delle dosi, del monitoraggio e dell’educazione del paziente per tutti i soggetti ricoverati e avviati alla terapia anticoagulante in ospedale. Inoltre il team deve assicurarsi che il passaggio dalla gestione ospedaliera a quella domiciliare della cura per i suoi pazienti sia sicura. Un questionario apposito, per valutare la soddisfazione, è stato spedito a 1.684 pazienti dopo la dimissione dall’ospedale e 689 hanno risposto. I dati rielaborati, e pubblicati sugli Annals of Pharmacotherapy hanno registrato percentuali d’incremento della soddisfazioni per tutti i quesiti posti, rispetto alla precedente modalità. In particolare si attestano su un valore medio di +30% circa, l’apprezzamento per la quantità di informazioni fornite sulla terapia farmacologica e per la chiarezza di informazioni ricevute. Rilevante poi il fatto che da quando, 4 anni fa, l’ospedale Henry Ford ha implementato questo metodo basato sul farmacista, il rischio di trombosi, sanguinamenti e altre complicazioni si è ridotto del 5%, mentre le percentuali di successo nel passaggio dall’ospedale alla gestione ambulatoriale della terapia ha raggiunto livelli del 70%.


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