Sanità

ott302014

Territorializzazione cure. Federfarma a Simg: servizi più efficienti con integrazione medici e farmacisti

Territorializzazione cure. Federfarma a Simg: servizi più efficienti con integrazione medici e farmacisti
È vero che il patto per la salute pone in capo alle aggregazione della medicina generale l'offerta di servizi che per molti versi sono gli stessi di quelli previsti nella Farmacia dei servizi, ma per realizzare una territorializzazione delle cure che sia a favore del cittadino occorre rafforzare l'integrazione e individuare, compenetrandoli, i punti di forza e di debolezza della rete di queste professionalità e definire una organizzazione che renda più efficiente la risposta del Ssn. È questo il commento di Annarosa Racca, presidente Federfarma, e Alfredo Orlandi, presidente Sunifar, a cui abbiamo girato lo spunto di riflessione lanciato a Farmadays da Claudio Cricelli, presidente della Simg, la Società italiana di medicina generale, che ha sottolineato la necessità di lavorare insieme all'integrazione della farmacia dei servizi nelle cure primarie. Cricelli ha infatti evidenziato che, secondo il Patto della salute, anche le aggregazioni dei medici di famiglia dovranno proporre servizi di prima istanza ai cittadini, mettendo in luce come sia arrivato il momento di capire se la direzione è quella offrire le stesse prestazioni, con il rischio di sovrapposizioni, oppure di confrontarsi per definire chi fa che cosa. «Tra le nostre professionalità» spiega Annarosa Racca «c'è sempre stata la volontà di confrontarsi e di collaborare e non a caso abbiamo avanzato la proposta di far procedere su binari paralleli le convenzioni dei medici di medicina generale e delle farmacie. Un metodo, questo, che dovrebbe permette una reale integrazione ed evitare dispersioni. Credo che le nostre siano professionalità non in competizione tra loro, ma complementari. Si tratta di accentuare il confronto per trovare insieme soluzioni per un Ssn che rimanga universalistico. Credo in particolare che nella territorializzazione delle cure primarie e nella farmacia dei servizi non ci sia motivo per non procedere insieme, perché questo è l'unico modo per rendere l'assistenza più efficiente in nome della salute dei cittadini». «Entrambe le nostre professionalità» aggiunge Alfredo Orlandi «sono in prima linea per la salute dei cittadini ed è chiaro che è necessario un punto di accordo per evidenziare e dare una risposta al problema principale: come offrire servizi e assistenza di prima istanza ai cittadini e renderli realmente fruibili». Detto questo, «per quanto riguarda le farmacie rurali va rilevato che spesso si tratta di presidi che offrono un'assistenza h24 in zone sguarnite di ogni altro supporto sanitario: la farmacia è in grado di offrire prestazioni ovunque e di dare una risposta ai bisogni di salute di base in maniera immediata. Si tratta allora di trovare una modalità di organizzazione che sia finalizzata a rendere più semplice la vita ai cittadini, anche a coloro che abitano in zone più disagiate, valorizzando quelli che sono i punti di forza della nostra rete, che è anche la capillarità del nostro servizio. Un valore che può andare a colmare la lacuna legata alla modalità aggregativa imposta alla medicina generale».

Francesca Giani

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