Sanità

nov262015

Tessera professionale, Governo vara decreto: ecco come funzionerà

Tessera professionale, Governo vara decreto: ecco come funzionerà
È pronto il decreto legislativo di recepimento della direttiva qualifiche 55 del 2013 che, per il momento, prevede l'attivazione della Tesseraprofessionale per infermieri, farmacisti, fisioterapisti. Poi verranno i medici. Per ogni professione è previsto un current minimum training, ovvero dei requisiti minimi fissati da Bruxelles per esercitare in uno stato membro. Per esempio per essere abilitato nel resto d'Europa un medico italiano dovrà dimostrare di avere alle spalle una formazione pre- laurea di almeno 5 anni (restano validi gli attuali 6, come vedremo) ed almeno 5500 ore, e così dovrà fare un medico di altro paese Ue che intenda lavorare in Italia.
Per i neolaureati e neospecialisti è «un'opportunità, per il paese e il servizio sanitario ci sono al momento più ombre che luci». Questo il commento che arriva da fronte dei medici, con le parole di Andrea Silenzi presidente dell'Associazione Italiana Giovani Medici che riflette sull'imminente approvazione delle misure che il 16 gennaio porteranno anche l'Italia a facilitare le procedure per il rilascio ai professionisti sanitari della Tessera sanitaria europea (European Professional Card), che li metterà in grado di esercitare in altri stati comunitari.
«Il regolamento sulla cooperazione amministrativa 1024/2012 impone che la tessera sia rilasciata da un organismo ad hoc» spiega Silenzi. E aggiunge: «È opinione corrente che il nostro "punto unico di contatto" sarà l'Ufficio delle professioni sanitarie presso il ministero della Salute, ma di fatto il professionista che intenda trasferirsi in uno stato membro ha come interlocutore un portale nel quale crea un proprio account personale, scansiona i documenti relativi al corso di laurea e al tirocinio seguito, e chiede che le qualifiche ottenute nel paese di origine siano riconosciute per uno o più stati membri Ue dove intende esercitare. A esaminare la documentazione sono sia le autorità del paese dove il professionista si è formato sia quelle del paese di approdo. Un ruolo fondamentale per trasmettere le informazioni sul sanitario, l'avrà l'istituzione negli stati membri della banca dati comunitaria Imi, in cui saranno immagazzinati i dati sugli iscritti agli ordini e sulle loro eventuali pendenze: dati che l'Epc non conterrà».
Ricevuta la documentazione online, scansionata, le autorità indicate dai paesi ospitanti - non necessariamente istituzioni governative - avranno una settimana per dare un feedback e tre per dare l'ok allo stabilimento del professionista in caso di permanenza temporanea, fino a 18 mesi, ma il tempo per decidere può prolungarsi fino a 3 mesi se il camice intende trasferirsi definitivamente o se il suo arrivo potrebbe avere impatto serio su salute e sicurezza dei pazienti. E su questo impianto "veloce" Silenzi vede luci ed ombre: «Da una parte è difficile che in Italia dal 16 gennaio parta tutto il sistema, più probabilmente vivremo un approccio graduale. Sigm vede con favore la possibilità che gli spostamenti dei professionisti per l'Europa siano velocizzati e abbiano regole comuni, ma è chiaro che a una simile opportunità per i singoli, si accompagna per il nostro sistema il rischio di perdere più facilmente "cervelli" a vantaggio di paesi come Germania e Francia che si stanno abituando a importare medici già laureati e specializzati da paesi che si sono sobbarcati la spesa per la loro formazione, a quanto pare molto apprezzata».
Peraltro avere la tessera non vuol dire automaticamente esercitare: andranno rispettati i requisiti che lo stato ospitante ha fissato per accedere a una certa professione. Dunque al termine dei controlli se a parere delle autorità del paese ospitante il professionista non ha i requisiti adeguati alle competenze che vorrebbe esercitare da una parte gli può essere riconosciuto un accesso parziale alla professione e dall'altra, per mettersi in pari, gli si può chiedere una misura compensativa e cioè una prova attitudinale o un tirocinio supplementare che in ogni caso non potrà superare i 3 anni.

Mauro Miserendino
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