Sanità

set42020

Test sierologici e vaccini antiflu in farmacia: Odg impegna Governo. Resta allarme possibili carenze

Test sierologici e vaccini antiflu in farmacia: Odg impegna Governo. Resta allarme possibili carenze

Valutare l'opportunità di utilizzare le farmacie per la somministrazione dei vaccini e per i test sierologici in modo da potenziare l'attività di screening

Valutare l'opportunità di utilizzare le farmacie per la somministrazione dei vaccini - così da aumentare la copertura nella popolazione - e per i test sierologici al personale scolastico o ad altre categorie, in modo da potenziare l'attività di screening. È questo al centro di un Ordine del giorno di impegno al Governo, a firma di Andrea Mandelli, presidente Fofi, approvato dalla Camera in sede di conversione del cosiddetto Decreto Covid. Intanto, torna a preoccupare l'allarme, lanciato ormai da tempo da Federfarma, sui timori di una carenza di vaccini per l'influenza, in particolare, per quei cittadini che non rientrano nelle campagne pubbliche e che ricorrono abitualmente al canale privato.


Aumentare la copertura. Approvato Odg per coinvolgere farmacie

In un momento in cui è quanto mai importante ridurre al minimo le complicanze di una eventuale influenza e differenziare la diagnosi rispetto al Covid-19, la vaccinazione antiflu resta uno strumento determinante ed è per questo che, come sottolineato da Mandelli nella premessa dell'Ordine del giorno, «molte Regioni stanno valutando l'opportunità di svolgere più corpose campagne vaccinali». Ma per «estendere il più possibile la copertura immunitaria alla popolazione» è necessario incrementare «i punti di somministrazione dei vaccini». In particolare, al riguardo, «le farmacie, in ragione della loro funzione di presidi sanitari polifunzionali del territorio, nell'ambito del progetto di Farmacia dei Servizi, possono essere individuate come siti vaccinali permanenti». In considerazione poi «del numero di cittadini da immunizzare e tenuto conto dei tempi ridotti a disposizione, tale previsione consentirebbe una più estesa, tempestiva e agevole copertura vaccinale, grazie anche alla capillare distribuzione delle farmacie sull'intero territorio nazionale, comprese le aree rurali e periferiche che sono prevalentemente sguarnite di presidi sanitari». Da qui la richiesta di «valutare l'opportunità, in considerazione della situazione emergenziale decretata, di utilizzare le farmacie aperte al pubblico, dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario e atti a garantire la tutela della privacy, per la somministrazione dei vaccini sotto la supervisione di medici assistiti da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato».


Camera impegna il Governo sui test sierologici: "Screening potenziato con farmacie"

Un altro aspetto importante dell'Ordine del giorno riguarda la partecipazione delle farmacie ai test sierologici: l'impegno per il Governo è, infatti, anche quello di «valutare l'opportunità che i farmacisti possano effettuare test sierologici al personale scolastico o a categorie di soggetti di volta in volta individuate, al fine di potenziare e velocizzare l'attività di screening». Un esempio di tale coinvolgimento arriva dalla provincia di Bolzano, che, come anticipato, ha avviato un programma di screening preventivo del personale scolastico docente e non docente attraverso la partecipazione volontaria delle farmacie e della distribuzione intermedia (si veda l'approfondimento su F-Online in uscita martedì 8). In particolare, va sottolineato come all'iniziativa abbiano potuto partecipare anche piccole farmacie, in quanto «i test vengono fatti in ambiente dedicato e separato dal locale di vendita, che consente l'uso dei dispositivi in condizioni di sicurezza nonché l'osservanza della normativa in materia di privacy». Ma «se la farmacia non dispone di uno spazio dedicato all'autoanalisi separato, il test può essere eseguito a farmacia chiusa».

Sui vaccini si temono carenze. Tobia: fiduciosi che Ministero ci dia risorse

Intanto, sempre in merito ai vaccini antinfluenzali, torna a preoccupare il tema della disponibilità e di possibili carenze. A lanciare nuovamente l'allarme è Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, che ieri è stato intervistato dal Tg5 e da Rai News 24. «Le Regioni hanno accantonato quasi 17 milioni di dosi, per un totale di 18 milioni a disposizione del Ssn, con 6 milioni in più rispetto allo scorso anno» ha spiegato. Per quanto riguarda il canale delle farmacie, che va a coprire quella fascia di popolazione non ricompresa nelle campagne di screening gratuite che riguardano soggetti più a rischio, «l'anno scorso ha visto una dispensazione di circa un milione di dosi. Per quest'anno, le previsioni di fabbisogno "privato" sono per almeno il doppio di unità». Da parte sua, già da tempo, l'industria produttrice ha evidenziato «di aver coperto le richieste delle Regioni - che sono in molti casi raddoppiate, se non di più - e di non avere sufficiente disponibilità per quelle del canale privato». Con la conseguenza di ordini non certi, da quello che «sembrano riferire farmacie e distribuzione intermedia». Ma il problema è che «stiamo parlando di una fascia di popolazione che costituisce l'asse attivo e lavorativo del Paese e che in questo momento si sta operando per la riapertura delle scuole». Quali soluzioni allora? «Abbiamo fiducia nel Tavolo con il Ministero, che ha manifestato apertura e disponibilità nel mettere a disposizione le risorse». Francesca Giani
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