farmaci

mar22017

Testosterone in gel, effetti del trattamento su salute anziani

Testosterone in gel, effetti del trattamento su salute anziani
Cinque articoli pubblicati su Jama e Jama Internal Medicine descrivono gli effetti della terapia con testosterone negli uomini anziani con bassi livelli di ormone maschile. Quattro dei cinque studi, randomizzati e controllati con placebo, hanno valutato l'efficacia del testosterone in gel in una coorte formata da uomini di 65 anni o più con bassi livelli di testosterone per nessun motivo apparente oltre all'età. Gli autori di questi articoli, i Testosterone Trials, coordinati da Peter Snyder dell'Università di Pennsylvania a Philadelphia hanno esaminato i risultati del trattamento con l'ormone maschile sulla memoria e la funzione cognitiva, sulla densità ossea, sulla prognosi cardiovascolare e sull'anemia.

Per esempio, tra gli obiettivi dei ricercatori c'era quello di sapere se negli anziani con bassi livelli di testosterone trattati con ormone maschile in gel migliorasse la memoria e la funzione cognitiva. Su 493 uomini con disturbi della memoria età correlati, 247 hanno ricevuto il gel di testosterone e 246 il placebo. Ma dopo un anno di trattamento non è emersa alcuna differenza tra i gruppi. Un quinto studio, che non faceva parte dei Testosterone Trials ha invece approfondito l'efficacia della terapia sostitutiva a base di testosterone sulla prognosi cardiovascolare. In questo studio, anch'esso coordinato da Snyder, gli autori hanno verificato se la somministrazione per un anno di testosterone in gel a un gruppo di uomini anziani con bassi livelli di testosterone fosse in grado di rallentare la progressione della placca coronarica rispetto al placebo. Al trial hanno preso parte 138 uomini dei quali 73 hanno ricevuto il gel di testosterone e 65 sono stati trattati con gel placebo. E i risultati parlano chiaro: il gel a base di testosterone somministrato per un anno ha aumentato, rispetto al placebo, la quantità di placca coronarica non calcifica, un primo segnale di un aumentato rischio di patologie cardiovascolari. «Per comprendere e approfondire le implicazioni cliniche di queste osservazioni servono studi ulteriori» conclude Snyder.

Jama 2017. doi: 10.1001/jama.2016.21043 http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/10.1001/jama.2016.21043

Jama 2017. doi: 10.1001/jama.2016.21044 http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/10.1001/jama.2016.21044

Jama Internal Medicine 2017. doi: 10.1001/jamainternmed.2016.9540 http://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/10.1001/jamainternmed.2016.9540

Jama Internal Medicine 2017. doi: 10.1001/jamainternmed.2016.9539 http://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/10.1001/jamainternmed.2016.9539

Jama Internal Medicine 2017. doi: 10.1001/jamainternmed.2016.9546 http://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/10.1001/jamainternmed.2016.9546
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