Sanità

giu232016

Tirocinio e contratti atipici, Lazio: serve direttiva contro abusi. Croce: sia apripista per altre Regioni

Tirocinio e contratti atipici, Lazio: serve direttiva contro abusi. Croce: sia apripista per altre Regioni
Per superare il problema dell'abuso dei tirocini nel settore farmacia l'assessorato al lavoro del Lazio si batterà in conferenza Stato-Regioni per l'emanazione di una direttiva che dovrebbe essere poi adottata in tutte le Regioni per trovare una soluzione da condividere su tutto il territorio nazionale. Lo ha dichiarato ieri a Roma l'Assessore al Lavoro della Regione Lazio Liliana Tessaroli, durante l'incontro che si è tenuto ieri a Roma voluto dagli Ordini dei Farmacisti del Lazio, con lo scopo di discutere il tema dei contratti di lavoro con configurazione atipiche in farmacia. A riferirlo a Farmacista33 è Emilio Croce, Presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Roma.

L'incontro che ha avuto uno sviluppo propositivo «potrebbe fare della Regione Lazio l'apripista per trovare una soluzione nazionale - afferma Croce - È mortificante che il farmacista abilitato e iscritto all'Ordine debba fare tirocini formativi. Un concetto stato ribadito da diverse figure presenti all'incontro come il direttore regionale dell'Inps, Maria Sandra Petrotta, dal Presidente dell'Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma Mario Civetta, dall'ispettorato interregionale del lavoro e dall'Assessorato».
Tanti gli aspetti problematici trattati, riporta Croce: «L'elenco comincia con il ricorso all'accensione di rapporti di lavoro accessori con i voucher, continua con l'assunzione di dipendenti con la formula del tirocinio e stage e il ricorso ai tirocini nell'ambito del progetto "Garanzia Giovani" e, infine, si conclude con i contratti di collaborazione coordinata e continuativa».
Per quanto riguarda la retribuzione della prestazione professionale con i voucher, riporta Croce, «Inps e Ministero del Lavoro, hanno ribadito, in via interpretativa, l'esclusione dell'utilizzo del rapporto di lavoro occasionale di tipo accessorio con voucher per l'esercizio di attività per le quali è richiesta l'iscrizione a un Ordine professionale». Ciononostante l'utilizzo dei voucher come via di remunerazione rimane una pratica adottata da un numero crescente di titolari.
«Altro strumento controverso» prosegue Croce «è il tirocinio formativo e di orientamento, per soggetti già laureati, abilitati e iscritti a un Ordine che, dunque, il loro orientamento lo hanno già chiaramente e abbondantemente scelto e manifestato. Una pratica quanto meno bislacca che solleva inevitabili e giustificate perplessità. Le stesse perplessità che, analogamente, sorgono anche rispetto ai tirocini accesi nell'ambito del progetto "Garanzia Giovani"». Un'ultima considerazione Croce la rivolge ai contratti di collaborazione «introdotti dalla Legge Biagi del 2003, oggetto di una "rivisitazione" con il decreto legislativo 81/2015, il Jobs Act. Questo tipo di rapporto di collaborazione» commenta «non può comunque trovare applicazione nell'ambito di professioni intellettuali il cui esercizio prevede l'obbligo di iscrizione in un Albo professionale. È il dettato legislativo, dunque, a escludere - in quanto contrario alle norme - l'utilizzo in farmacia dei rapporti di collaborazione coordinata introdotti dalla Legge Biagi».

Attilia Burke
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