Sanità

ago12018

Tirocinio extracurriculare, prosegue adeguamento Regioni ma abuso non cessa

Tirocinio extracurriculare, prosegue adeguamento Regioni ma abuso non cessa

Se da una parte si rileva una tendenza a stringere il cerchio attorno all'uso dei tirocini extracurriculari, con alcune Regioni che da inizio anno a oggi, sia pure in ritardo, stanno procedendo al recepimento dell'accordo Stato-Regioni del 2017 per aggiornarne le linee guida, dall'altra parte, continuano le segnalazioni di una sua applicazione a farmacisti abilitati. E uno dei problemi è che, anche laddove la delibera è stata fatta, «se non viene fatto riferimento esplicito alla "non attivabilità dei tirocini in favore di professionisti abilitati o qualificati all'esercizio di professioni regolamentate, per attività tipiche o riservate alla professione", così come previsto nell'Accordo, la situazione di fatto non cambia» denuncia Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari (Sinasfa). È il caso per esempio della Campania - ma non solo - «dove però ci stiamo muovendo per adottare correttivi». In generale, fa il punto, «un po' su tutto il territorio, stiamo rilevando ancora un uso di tirocini extracurriculari per farmacisti abilitati, sia attraverso le segnalazioni dei colleghi, sia anche mediante gli annunci di ricerca di personale per posizioni di stage destinati a farmacisti. E abbiamo anche osservato che alcune richieste riguardano i mesi di giugno e luglio».
Il fenomeno, comunque, «è più sentito nelle Regioni che ancora non hanno proceduto al recepimento dell'accordo Stato-Regioni del 2017 per aggiornare le linee guida sui tirocini formativi. Se da inizio anno a oggi, ci sono state Regioni che hanno approvato la relativa delibera o, quanto meno, hanno avviato iter approvativi, all'appello ne mancano ancora alcune».

Ma attenzione: «anche nelle Regioni che hanno deliberato in tal senso non è detto che la situazione si sia risolta. Faccio l'esempio della Campania: siamo riusciti ad avviare un contatto con un consigliere del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello, a cui abbiamo fatto capire la problematica e a cui abbiamo chiesto di farsene carico. Grazie al suo interessamento, a maggio c'è stata una delibera di recepimento dell'Accordo, ma il problema è che manca il riferimento esplicito al fatto che il tirocinio non è "attivabile a professionisti abilitati o qualificati all'esercizio di professioni regolamentate, per attività tipiche o riservate alla professione". Senza questo richiamo, la misura a nulla serve. Per questo, abbiamo nuovamente preso contatto con il consigliere, che si è dimostrato molto sensibile sulla tematica e si è subito attivato, preparando un nuovo emendamento, da portare in aula, nel quale è contenuta tanto l'abrogazione delle vecchie norme, quanto il riferimento in questione. Una volta che passerà, si tratterà di vigilare perché la misura venga fatta rispettare».
Anche in Emilia Romagna, «ci risultano diverse ricerche di stage per farmacisti abilitati. In questa Regione, va detto, c'è una proposta di legge della Giunta che prevede esplicitamente l'eliminazione degli stage per farmacisti abilitati, e che dovrebbe entrare in vigore a inizio ottobre. Vedremo cosa cambierà».

C'è comunque una riflessione da fare: «Al di là delle Linee guida, il nodo della questione è legato al concetto stesso di stage. In generale - e questo vale per tutti -, se si riconosce la necessità di formare un giovane e avviarlo al lavoro, e quindi si prevede questa modalità specifica, è evidente che il rapporto e le mansioni non possono essere equiparabili a quelle di un dipendente con contratto subordinato, e laddove, invece, lo sono, c'è una applicazione non appropriata del tirocinio». Per di più, «per quanto riguarda il farmacista c'è, oltre tutto, il fatto che già durante l'università effettua un tirocinio formativo e, per altro, è iscritto a un albo che lo abilita e ne certifica la professionalità. Il farmacista uscito dalla università ha, quindi, già seguito un percorso di formazione e non ha certo la necessità di essere avviato al lavoro. Queste considerazioni sono vere per tutte le Regioni, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno la delibera di recepimento delle linee guida. In nessun modo, per altro, un tirocinante può essere utilizzato per coprire picchi di lavoro quali quelli stagionali».


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