Tiroide e stress da quarantena: gestire la Fase 2 partendo dall’alimentazione
Stress, cibi calorici e scarsa attività fisica durante il lockdown possono portare ad un aumento di peso e squilibrio ormonale. Nella Fase 2 gestire lo stress e seguire una corretta alimentazione diventa fondamentale per chi soffre di tiroide
Stress da quarantena, cibi calorici e scarsa attività fisica durante il lockdown oggi possono far sentire le prime conseguenze come l'aumento di peso e lo squilibrio ormonale. Nella Fase 2 la gestione dello stress diventa fondamentale per la nostra salute soprattutto per chi soffre di tiroide, come spiega l'endocrinologa Serena Missori, specializzata in nutrizione funzionale preventiva e biotipizzata, nella settimana mondiale dedicata alla tiroide. In Italia sono circa 6 milioni le persone affette da patologie legate alla tiroide che si presentano con noduli o con forme di ipotiroidismo e ipertiroidismo; mentre 23 milioni hanno superato la soglia del sovrappeso per entrare nella condizione medica di obesità con ricadute sulla riduzione dell'aspettativa di vita.
Stress e tiroide nella Fase 2
«Quando siamo stressati - afferma Missori - il cortisolo nel sangue, cioè l'ormone coinvolto nello stress e nel malfunzionamento tiroideo, comunica con la nostra "centrale di comando", formata da ipotalamo e ipofisi, dicendole di risparmiare energia il più possibile e di consumare meno perché siamo in una condizione di privazione o di necessità; la "centrale di comando" innesca così un blocco della produzione degli ormoni tiroidei che governano il nostro metabolismo». «In caso di stress cronico e disfunzione tiroidea, la maggior parte delle persone lamenta disturbi digestivi, difficoltà a concepire, alterazioni del ciclo mestruale, sistema immunitario in tilt con riacutizzazioni di herpes simplex labiale e/o vaginale, candida e altro. Quando si vive una condizione distress cronico, sembra praticamente impossibile anche riuscire a dimagrire - aggiunge la dottoressa -. Bisogna imparare a gestire lo stress e a rilassarci, anche attraverso tecniche specifiche, da praticare anche solo per un minuto al giorno. Inoltre, imparare a mangiar sano, senza privarsi del gusto, è la condizione necessaria per trasformare azioni quotidiane in benessere».
Mangiare correttamente senza sfidare l'equilibrio del corpo
Nel libro "Tiroide e metabolismo. Le ricette" (edizioni Lswr, 2020) della dottoressa Missori, rivolto a chi soffre di ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroide autoimmune, noduli tiroidei, stanchezza, sovrappeso, iperinsulinemia, diabete mellito, intolleranza al lattosio, gonfiore addominale e altri disturbi, si possono trovare suggerimenti pratici basati sul Metodo Missori-Gelli® biotipizzato. «Questo Metodo, utilizzato in cucina, insegna a mangiare correttamente attraverso ricette appetitose presentate in modo semplice ed efficace per mantenere il piacere di mangiare senza sensi di colpa e senza sfidare l'equilibrio del nostro corpo», spiega Missori. «Gli alimenti da prediligere in caso di disfunzioni tiroidee sono cereali, pseudo cereali (granaglie) senza glutine come riso, quinoa, grano saraceno, miglio; tuberi e radici tuberose, che sono un'ottima fonte di carboidrati, soprattutto le batate (o patate dolci) e le patate americane. Non appartengono alle solanacee (come pomodori, melanzane, peperoni, che vanno evitati in caso di intolleranze), quindi si possono utilizzare tranquillamente in ogni momento - approfondisce Serena Missori -. Ok alle proteine di qualità come uova biologiche, agnello, maiale; frutta biologica, a chilometro zero o da filiera controllata; benissimo i grassi sani come olio di avocado, farina di cocco, semi oleosi come lino, canapa e girasole e frutta oleosa come mandorle, noci, nocciole: è bene non lesinare questi grassi che sono antiinfiammatori. Condimenti, dolcificanti, spezie e brodo come aceto di mele, aglio, basilico brodo di carne, di ossa, vegetale possono essere usati a piacere in base al proprio gusto in caso di qualsiasi problematica tiroidea. Da evitare invece: sostanze con effetti eccitanti come caffè, tè e alcolici possono aumentare i sintomi legati all'ipertiroidismo, ad esempio agitazione, nervosismo e insonnia e sono sempre poco indicati in un regime alimentare salubre», conclude l'esperta.
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A cura di Redazione Farmacista33
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