Sanità

nov22017

Titolari di sola parafarmacia: esperienza da superare, non capirlo è da irresponsabili

Titolari di sola parafarmacia: esperienza da superare, non capirlo è da irresponsabili
L'esperienza delle Parafarmacie «va superata, non capirlo che è da irresponsabili, plauso, quindi, all'ordine del giorno approvato dal Governo a firma dell'On. Fregolent-Palese» che registra la disponibilità a inserire in legge di Bilancio misure per facilitare l'accesso alla titolarità di nuove farmacie a farmacisti già titolari di parafarmacie, «ma sia chiaro che non accetteremo sedi inaccettabili». Così si esprime Daniele Viti, coordinatore nazionale dell'Unione nazionale anticrisi farmacisti titolari di sola parafarmacia (Unaftisp) commentando, in direzione diametralmente opposta, quanto detto nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria, Mnlf e Fnpi che, a suo avviso, «non sono rappresentative e portatrici degli interessi lavorativi dei farmacisti titolari di sola parafarmacia».

E aggiunge: «Noi ci fregiamo di rappresentare solo ed esclusivamente i farmacisti titolari di sola parafarmacia (e non le parafarmacie). Le due sigle - prosegue Viti - dimenticano, o fanno finta, che molti colleghi hanno chiuso e altri stanno chiudendo e con l'entrata del capitale non ci sarà più spazio per nessuno. Non capire che l'esperienza Parafarmacie va superata, è da irresponsabili e insistere su questo aspetto significa mortificare i colleghi che quotidianamente basano la propria attività lavorativa sulla professionalità e non sulle disponibilità di risorse economiche che consentono investimenti a lungo termine senza dover soffrire ogni mese per portare avanti la propria famiglia. L'obiettivo principe per cui nasciamo - precisa il coordinatore di Unaftisp - resta un riassorbimento nel Ssn di tutti i farmacisti titolari di sola parafarmacia e con ciò smentisco assolutamente chi pensa che accetteremo (se e quando eventualmente verranno sottoposte alla nostra attenzione) le sedi inaccettabili, o aprioristicamente la chiusura dei codici univoci o l'abolizione del farmacista dalle parafarmacie. A tal proposito, registriamo con un plauso l'ordine del giorno approvato dal Governo a firma dell'On. Fregolent-Palese. Ringraziamo la vice-capogruppo del PD che continua a battersi ormai da quasi due anni (alla faccia degli spot elettorali, data l'appetibilità che potremmo avere, cioè pari a zero) e che comprese la grave crisi sociale che ci colpiva durante l'iter del Ddl Concorrenza di cui è stata relatrice e da qui la sua proposta di riassorbimento oggi condivisa anche dall'Associazione dei Titolari di Farmacia come soluzione della nostra piaga. Ricorderei anche l'On. Ricciati promotrice di un odg accolto durante l'approvazione del Ddl concorrenza (che chiedeva di salvare noi farmacisti) nonché la Sen. Valdinosi che ci ha seguito da tempi non sospetti. Anche l'On. Marazziti, relatore del Ddl sulle Professioni Sanitarie (Ddl Lorenzin), ha preso molto a cuore la nostra emergenza sindacale, impegnandosi per la soluzione del problema. Non per ultimo l'intervento alla Camera dell'On. Lenzi e l'impegno dell'On. Piazzoni. A riprova che l'iniziativa della Fregolent ha trovato una condivisione trasversale sul nostro problema portandolo in superficie.

La cecità di queste sigle non gli fa vedere che per 1000 colleghi riassorbiti si creano 2000 nuovi posti di lavoro. Il resto, conclude Viti, sono chiacchiere da bar poste in essere da pensionati o titolari di farmacia che, non avendo più seguito tra i colleghi, pensano alla propria autoreferenzialità ed hanno bisogno di riprendere gli obsoleti cavalli di battaglia della libertà professionale che non hanno prodotto nulla negli ultimi 11 anni se non il concorso Monti che è stato il più grande pasticcio che si è visto nel nostro settore».


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