Sanità

giu162020

Titolarità farmacia, proposta di legge: abolire due anni di pratica professionale

Titolarità farmacia, proposta di legge: abolire due anni di pratica professionale

La proposta di legge a firma M5S intende cancellare dalla legge 475/1968 il requisito dei due anni di pratica professionale per accedere alla titolarità della farmacia

La proposta di legge, assegnata di recente alla Commissione Affari Sociali della Camera, a firma M5S intende cancellare dalla legge 475/1968 il requisito dei due anni di pratica professionale per accedere alla titolarità della farmacia. Una proposta che, scrive il primo firmatario della proposta Alessandro Melicchio, persegue "un principio di equità" alla luce dei provvedimenti intervenuti negli anni in materia, dalla legge sulla concorrenza n. 124, che "ha sovvertito totalmente la struttura organizzativa delle società titolari dell'esercizio di farmacie", a quella istitutiva del concorso straordinario del 2012 che "prevedeva la valutazione dei soli titoli e non più delle competenze".

Percorso del farmacista è molto impegnativo e approfondito

Nella sua relazione, il parlamentare ricorda il percorso per diventare farmacista: "occorre essere in possesso di uno dei seguenti titoli, entrambi di durata quinquennale: laurea magistrale a ciclo unico in farmacia o laurea magistrale a ciclo unico in chimica e tecnologia farmaceutiche" che prevedono anche un tirocinio, "con la possibilità, quindi, di fare esperienza sul campo già durante il corso di studi". Con la laurea "il professionista può svolgere la propria attività solo dopo aver superato l'esame di Stato per diventare farmacista" e per poter svolgere la professione" a tutti gli effetti, non resta che iscriversi all'albo dei farmacisti". Melicchio lo definisce un percorso "molto impegnativo e approfondito e non si capisce perché, una volta abilitati e iscritti all'ordine, siano necessari ancora altri due anni di pratica professionale per poter essere titolari di una farmacia".

Legge sulla concorrenza ha creato un paradosso

Melicchio richiama legge sulla concorrenza n. 124 (articolo 1, commi 157 e seguenti), sottolineando il fatto che con l'ingresso del capitale sia nella gestione che nella titolarità della farmacia "oggi qualsiasi società, anche a base azionaria, può acquisire la titolarità e la gestione di una farmacia, purché la direzione della stessa sia affidata a un farmacista idoneo, anche se non socio. Caduta, quindi, la previsione relativa alla limitazione della partecipazione alla compagine sociale ai soli farmacisti iscritti all'albo e in possesso dei requisiti di idoneità, si arriva al paradosso che una farmacia può essere acquistata da una società con soci anche non farmacisti, non iscritti all'albo e, a volte neanche appartenenti al settore farmaceutico, ma, nel caso di acquisto da parte di un farmacista individuale, si prevedono requisiti ferrei e del tutto superflui come l'idoneità e il periodo di pratica professionale della durata di due anni".

La proposta di legge

"La presente proposta di legge persegue, quindi, anche un principio di equità - prosegue Melicchio ricordando anche il concorso straordinario del 2012 che "prevedeva la valutazione dei soli titoli e non più delle competenze". E aggiunge che "anche agli eredi di titolari di farmacia è permesso di conseguire entro sei mesi i titoli necessari per intestarsi la farmacia oppure di trasferirla a una società ereditaria, che potrebbe essere costituita anche da tutti gli eredi non farmacisti e non solo agli eredi senza la pratica o l'idoneità". Con la legge 124/2017, in sostanza, "non è più richiesto a nessuno, quindi neppure agli eredi di un titolare in forma individuale, alcun requisito professionale". C'è poi, infine, un aspetto "sociale", conclude la relazione: "Considerato che i farmacisti non rappresentano una sola categoria ma che è netta la distinzione, non per prerogative e competenze, ma per status sociale, fra farmacisti titolari e farmacisti collaboratori, la presente proposta di legge contribuisce ad annullare tale divario". La presente proposta di legge intende, quindi abolire i requisiti "datati e ormai inutili previsti per il trasferimento di una farmacia da parte di un farmacista, al fine di consentire a giovani e validi professionisti di operare appena possibile acquisendo la titolarità di una farmacia, con la professionalità e con la competenza già acquisite e certificate da tutto il loro percorso di formazione".
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