Scienza

giu52010

TOS a basso dosaggio meglio col patch

Utilizzando il General Practice Research Database (GPRD), che contiene dati raccolti da medici famiglia del Regno Unito, gli autori di uno studio pubblicato sul British Medical Journal, concludono che la somministrazione intradermica della terapia ormonale sostitutiva è più sicura della somministrazione orale, fermo restando il basso dosaggio. Il dato emerge da un campione di oltre 870 mila donne di età compresa tra i 50 e i 79, dal gennaio 1987 all'ottobre 2006. I ricercatori hanno registrato 15.710 casi di ictus nel periodo di studio. Ebbene, collegando i dati ai diversi tipi di terapia ormonale gli studiosi sono giunti alla conclusione che il rischio di ictus non aumenta con l'uso di cerotti a basse dosi di estrogeni, rispetto a quello delle donne che non usano nulla. Tuttavia il pericolo aumenta fino all'88% con patch ad alte dosi. Con la terapia ormonale sostitutiva per via orale, invece, il tasso di ictus cresce, stando almeno ai dati raccolti, di circa il 25-30% rispetto al mancato utilizzo, a prescindere dalla dose di estrogeni o dalla combinazione con progestinici. Infine, i ricercatori precisano che non c'è stato alcun aumento del rischio con l'uso a breve termine (meno di un anno) delle formulazioni orali, ma i pericoli aumentavano sul lungo termine (più di un anno), con un incremento del rischio del 35%.
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