Sanità

nov262011

Toscana, gare e pressioni delle Asl fanno sempre paura

A Grosseto c’è l’Asl che ha aperto sei punti di distribuzione dei farmaci acquistati dall’Estav, l’Ente per i servizi tecnico-amministrativi di area vasta. A Prato invece c’è l’azienda sanitaria che fa recapito a domicilio, anche in questo caso di specialità acquistate centralmente. Sono due esempi di quello che sta accadendo in Toscana dopo la delibera regionale del maggio scorso con cui l’assessorato alla Salute intimava alle Asl di incrementare la distribuzione diretta di generici fino a coprire almeno il 15% della spesa 2010 per la classe terapeutica di appartenenza. Episodi che inquietano i titolari toscani, perché la paura è che siano solo avvisaglie di quello che ancora deve venire. Un riassunto lo ha fornito il vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale toscano, Stefano Mugnai, in una interrogazione presentata alla Giunta nei giorni scorsi. Si parte dall’intesa del marzo scorso con i medici di famiglia per una sperimentazione che affida alle Asl il recapito a domicilio dei farmaci di fascia A per i pazienti cronici complessi, si passa per il nuovo accordo-quadro per la medicina generale dell'Asl 10 che prevede da parte dell’Asl la consegna diretta a un certo numero di pazienti, individuati di concerto con il medico curante, dei medicinali per il trattamento delle patologie croniche. E infine si arriva alle gare per l’acquisto centralizzato dei farmaci di fascia A per categoria omogenea, in cui vince chi offre di meno (branded o generico non importa) e le farmacie sarebbero sollevate dall’acquisto e non farebbero altro che dispensare, in cambio di una quota fissa a pezzo. In sostanza, le modalità della distribuzione diretta estese su una buona fetta di medicinali di fascia A. E per il farmacista, un futuro da mero smistatore.


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