Sanità

apr52013

Toscana, Sintifarma: le case della salute penalizzano i farmacisti

I cronici non saranno più costretti a recarsi in farmacia, non pagheranno il ticket o le quote aggiuntive per fascia di reddito sulla dispensazione delle medicine, riceveranno mensilmente la visita del medico». Questo secondo Salavtore Distefano di Sintifarma, Sindacato di titolari di farmacia, l’effetto delle case della salute toscane, con notevoli risparmi per le Asl a scapito delle farmacie e dei farmacisti «agnelli sacrificali sull’altare del presunto risparmio». Le case della salute, che dovrebbero entrare a regime entro il 30 aprile, con un costo di 40 milioni di euro per un risparmio di  circa 80 milioni, prevedono l’abolizione del medico di guardia, l’accorpamento in gruppi dei medici di famiglia per bacini di utenza di 25.000 abitanti che stabiliranno al loro interno dei turni per garantire il servizio sette giorni su sette dalle nove a mezzanotte. Un’organizzazione, come sottolinea la nota di Sintifarma, che prevede la presa in carico dei cronici da parte delle Asl con un passaggio mensile del medico di famiglia a domicilio del paziente per monitorare l’evolvere delle patologie. Una simile organizzazione a tutto danno delle farmacie, secondo la nota che evidenzia come «non a caso in Toscana ci sia la lista di farmaci Pht più vasta e la ricetta media più bassa e che ora col nuovo modello si appresta a distribuire direttamente quasi tutte le medicine.

Marco Malagutti


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