mag92011
Tra efficacia ed effetto placebo una terza via
Nessuna evidente differenza di esiti rispetto alla terapia impiegata, ma un miglior benessere psicologico nelle persone visitate dall’omeopata. Sono, in sintesi, i risultati di uno studio apparso lo scorso novembre su Rheumatology, che si è svolto su 56 pazienti con artrite reumatoide, attiva e stabile, in terapia standard, inviati a 5 differenti percorsi diagnostico-terapeutici:
- nessuna visita medica e terapia con placebo
- nessuna visita e terapia con un rimedio omeopatico multiplo
- valutazione omeopatica completa e terapia con un rimedio scelto dal medico
- valutazione omeopatica completa e terapia con un rimedio omeopatico multiplo
- valutazione omeopatica completa e terapia con placebo
Sui risultati, che mostravano anche una diminuzione di sintomi oggettivi, quali l’attività della malattia o il numero di giunture gonfie o dolenti, s’interroga Matt Brignall, medico naturopata e consulente di Yahoo news, «e se la terapia, in omeopatia, fosse il terapeuta?». Ogni volta che un paziente incontra un nuovo medico accadono almeno tre cose: se il medico prescrive una terapia il paziente sperimenta una quota di effetto placebo; c’è un bias di selezione perchè chi migliora con la terapia tende a proseguirla nel tempo; chi chiede una cura è in genere all’estremità dello spettro sintomatologico quindi sperimenterà un miglioramento anche solo per effetto del passare del tempo. Su questi 3 punti lo studio di Rheumatology non fa eccezione e si potrebbe anche aggiungere un beneficio psicologico dovuto al lungo e approfondito colloquio con l’omeopata. In ogni caso secondo Brignall l’effetto positivo riscontrato nei pazienti sottoposti a visita omeopatica non va trascurato e, anzi, meriterebbe ulteriori indagini che lo confrontassero con differenti tipi di valutazione medica approfondita.
Rheumatology (Oxford). 2010 Nov 13. [Epub ahead of print]