Sanità

giu232015

Trattenuta Decreto Abruzzo, Corte d'appello Milano: calcolo al netto dell'Iva

Trattenuta Decreto Abruzzo, Corte d’appello Milano: calcolo al netto dell’Iva
La trattenuta dell'1,4% stabilita dal cosiddetto Decreto Abruzzo (Art. 13, Dl 39/2009, convertito in legge 77/2009) si applica al netto, e non al lordo, dell'Iva. Lo definisce la sentenza della Corte d'appello di Milano confermando l'ordinanza del Tribunale di Monza, che condannava la Asl di Monza a Brianza a rimborsare alle farmacie le somme trattenute, ribadendo che il prelievo andava eseguito al netto dell'iva e degli sconti già eseguiti dalle farmacie sul prezzo dei farmaci in favore del Ssn. «In estrema sintesi la Corte rigetta tutti gli argomenti d'Appello (promosso dalla Asl contro Federfarma Lombardia e alcuni titolari di farmaci, ndr.) sollevati da controparte» spiega Stefano Carlo Ribolzi, avvocato e legale difensore del fronte farmacie «in particolare confermando la competenza del giudice civile anziché della giustizia amministrativa avendo le farmacie impugnato non l'atto amministrativo attraverso cui la Regione e le Asl interpretavano, erroneamente, secondo prevalente giurisprudenza, la norma di riferimento attraverso cui effettuare il prelievo alle farmacie in favore dei terremotati dell'Abruzzo, bensì l'errore sul calcolo nel prelievo economico». Pertanto, aggiunge l'avvocato, «La differenza economica richiesta dalle farmacie è legittima e deve essere rimborsata dalle Asl». Nel motivare la decisione, la Corte d'appello cita l'art.13 e sottolinea che nell'interpretazione dell'appellante, la Asl, il calcolo andava fatto «al lordo dell'Iva sull'importo spettante alle farmacie in quanto la norma, contrariamente ad altre disposizione di legge della medesima species, non ha espressamente previsto l'esclusione dell'va dalla base di calcolo». Al contrario, si legge nella sentenza va condivisa l'interpretazione «ormai invalsa» di un calcolo «al netto -  e non al lordo - dell'Iva, essendo quest'ultima un fattore "neutro"». Dirimente secondo la Corte, il pronunciamento del Tar Puglia e confermata dal Consiglio di Stato, che evidenza che, per quanto riguarda l'Iva, «tutte le disposizioni di legge che si sono temporalmente succedute a evidenziare la quota di spettanza dei farmacisti l'hanno inequivocabilmente esclusa».

Simona Zazzetta

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