Sanità

giu32014

Trento: attesa per concorso. Primi segnali di crisi, ma situazione occupazionale regge

farmacista computer

C’è attesa per il concorso straordinario per le nuove sedi farmaceutiche - «per il quale sono praticamente ultimati i lavori dell’assessorato provinciale e ci dovrebbe essere la pubblicazione della delibera nel giro di quindici giorni o al massimo entro fine giugno» - ma a Trento la situazione occupazionale, pur con qualche primo segnale di difficoltà, sembra tenere rispetto al resto d’Italia. A fare il quadro Bruno Bizzaro, presidente dell’Ordine provinciale, che spiega: «Qualche difficoltà occupazionale comincia solo ora a essere avvertita, ma è una situazione diversa rispetto al resto d’Italia, dove i numeri sono decisamente più alti. Anzi, finora le farmacie, dove ce n’era la necessità, sono riuscite ad assorbire farmacisti da fuori provincia. Ho sentito di qualche collega con esperienza pluriennale in cerca di occupazione, ma si tratta ancora di un fenomeno limitato». E anche sul fronte dell’occupazione giovanile, «non ci sono grossi problemi. Certo, ci sono dei fattori che possono creare difficoltà, come una crisi occupazionale che è generale, o il blocco del turn over, legato anche alle incertezze delle prospettive del concorso, che hanno fatto sì che non ci sia più quella velocità di impiego a cui eravamo abituati». Ma le prospettive sembrano non essere fosche: «Occorre considerare che nella provincia non ci sono facoltà di farmacia, che sono distanti, a Padova, Bologna, Milano. Questo fa sì che siano altre le zone che soffrono maggiormente: i residenti laureati trovano impiego abbastanza velocemente. Anche per quanto riguarda la diffusione delle farmacie, pur essendoci un’ampia frammentazione, sono rappresentate in un numero elevato rispetto a quello che già oggi è il quorum. Va detto poi che anche sul fronte dei pagamenti le Asl sono sempre regolari. È vero che la media del valore delle ricette è basso e che la nostra spesa farmaceutica è tra le più basse d’Italia, ma è pur vero che questo è sintomo di una Asl che funziona, in cui gli sprechi sono ridotti. Il contesto in cui ci troviamo a operare è stabile, cosa molto importante, e non si verificano interventi dell’amministrazione che possono risultare penalizzanti per farmacie e cittadini».

Francesca Giani


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