farmaci

set72011

Troppi farmaci ai bambini italiani

La maggioranza dei bambini italiani è sana, tuttavia assume in media tre farmaci all’anno per le comuni malattie dell’infanzia, sebbene alcuni di quelli più frequentemente somministrati siano pressoché esclusivi per l’Italia. Lo segnala l’Istituto Mario Negri di Milano alla vigilia del convegno “Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico” durante il quale verranno discussi i dati aggiornati. In particolare, si fa presente che il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico durante l’anno, contro il 14% i bambini inglesi, una percentuale che varia da regione a regione, per esempio, in Puglia raggiunge il 69%, mentre nel Lazio è al 36%. Ma anche il momento della nascita è un evento sempre più medicalizzato come spiega Maurizio Bonati, capo del Laboratorio per la salute materno-infantile dell’Istituto: «I parti cesarei sono il 38% del totale, la più alta percentuale tra i Paesi europei e la mortalità nel corso della prima settimana di vita è 2-3 volte superiore al Sud rispetto al Nord». L’Italia resta ancora tra le nazioni europee con maggior disuguaglianza nel benessere della salute, e secondo l’esperto, ancora non si è fatto abbastanza per «contrastare le disuguaglianze, e queste si sono accentuate». E aggiunge: «Il nascere e crescere oggi in Italia è caratterizzato da ampie disuguaglianze territoriali e le condizioni di completo benessere dei bambini e degli adolescenti rimangono largamente inevase».


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