Sanità

lug22014

Uk premia farmacisti per progetti di assistenza agli anziani

Uk premia farmacisti per progetti di assistenza agli anziani
Nelle scorse settimane, a Londra, sono stati assegnati i Pharmaceutical care awards 2014 a due progetti sviluppati dai farmacisti sul territorio. Il primo lavoro premiato è di un gruppo di farmacisti nordirlandesi, di Derry, e ha valutato l'impatto della fornitura di cure farmaceutiche agli anziani dimessi dall'ospedale in una residenza sanitaria di transito, dove erano aiutati a recuperare l'autonomia. Secondo il progetto un consulente farmacista si prendeva in carico tutti i pazienti ammessi al Waterside hospital in arrivo dall'Altnagelvin area hospital. Ogni paziente riceveva una revisione delle terapie farmacologiche in corso e l'idoneità di ogni medicinale era valutata con il medication appropriateness index (Mai), di conseguenza venivano poi effettuate le modifiche necessarie secondo il piano farmaceutico redatto. La consulenza del farmacista è continuata per almeno 30 giorni dopo la dimissione dal Waterside e nel corso dei 12 mesi di sperimentazione il farmacista consulente ha eseguito 1.122 interventi clinici: l'84% dei quali ha significativamente migliorato le cure del paziente. Inoltre i tassi di riospedalizzazione e di prescrizioni inappropriate si sono ridotti, con un risparmio stimato tra le 130.000 e le 220.000 sterline l'anno. Il secondo progetto premiato, considerato il più esportabile in altri contesti, era di un team del Northumbria healthcare Nhs foundation trust ed è consistito nell'implementazione di un servizio di ottimizzazione a domicilio che coinvolgeva gli assistiti in case di cura e i loro familiari nelle decisioni riguardanti le cure farmacologiche. Nello specifico David Campbell, farmacista capo del trust, e Steven Barrett, farmacista clinic senior, hanno sviluppato diversi modelli per poter effettuare la revisione dei medicinali in uso con un team multidisciplinare, che includesse medici di base, farmacisti e infermieri. Il team ha cercato di coinvolgere nelle decisioni i pazienti, tutte le volte che questi ne avessero le capacità, oppure i loro familiari, discutendo rischi e benefici delle opzioni farmaceutiche proposte perché convinti che «quando coinvolgi un paziente nella sua cura migliora la sicurezza della cura stessa». Il bilancio finale, oltre alla soddisfazione dei pazienti, ha visto 1.346 interventi su 422 assistiti esaminati che si sono tradotti in una riduzione del 17,4% nel numero di farmaci prescritti agli ospiti delle case di cura. (E.L.)

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