farmaci

nov162016

Ulcere cutanee: nasce curalaferita.it, sito web dedicato al tema

Ulcere cutanee: nasce curalaferita.it, sito web dedicato al tema
Uno spazio di informazione e aggiornamento sulle diverse tipologie di lesioni cutanee e sulla loro adeguata valutazione e gestione. È CuraLaFerita (www.curalaferita.it), il sito web interamente dedicato alla vulnologia, realizzato da Edra, con il contributo educazionale di Angelini. Sviluppato con l'endorsement di diverse società scientifiche e associazioni, il sito è suddiviso in due aree tematiche declinate per target: professionista sanitario (medico, farmacista e infermiere) e pubblico. La prima sezione ospita casi clinici, focus di approfondimento, schede di counselling sul corretto utilizzo delle medicazioni, approfondimenti di farmacoeconomia. L'area pubblica, invece, contiene news e informazioni pratiche sul tema delle ferite acute, croniche e post chirurgiche: il tutto con un linguaggio semplice ma scientificamente valido. «Con CuraLaFerita abbiamo voluto creare uno strumento di informazione e conoscenza, basato sulla medicina dell'evidenza», spiegano i due componenti del board scientifico del sito, Ciro Paolillo, medico di Pronto Soccorso presso l'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, e Battistino Paggi, infermiere e consulente in Wound Care. «Chi accede al portale trova ciò che è opportuno fare nel processo di presa in carico del paziente con ferita. Desideriamo da un lato offrire informazioni e consigli utili per la cura della ferita a pazienti e caregiver; dall'altro, supportare gli operatori preposti alla gestione delle lesioni nel percorso di aggiornamento delle conoscenze e competenze, attraverso informazioni dettate da evidenze scientifiche». Un obiettivo, quest'ultimo, di particolare valore se si considera che, nonostante le ferite croniche rappresentino un fenomeno rilevante dal punto di vista medico, sociale ed economico, ad oggi non esistono protocolli e modelli organizzativi condivisi, che favoriscano un trattamento uniforme su tutto il territorio nazionale. La sfida per il futuro è delineare percorsi di diagnosi e cura fondati sulla logica della stewardship, un nuovo modello di organizzazione dell'assistenza, che prevede una presa in carico multidisciplinare del paziente, attraverso una maggiore integrazione tra le varie figure professionali coinvolte. Su questo tema si è incentrato il recente convegno Caring for Wounds, realizzato col contributo incondizionato di Angelini allo scopo di definire best practice e modelli gestionali in vulnologia passando dal concetto di curare a quello di prendersi cura del paziente. «Attualmente in Italia la gestione delle ferite è ancora molto frammentaria» conferma Elia Ricci, Direttore Servizio ferite difficili presso la Casa di Cura S. Luca Pecetto Torinese e Vice Direttore del master in vulnologia all'Università degli Studi di Torino. «Serve un approccio interdisciplinare condiviso, che crei sinergia tra i vari operatori del settore "Wound Care". Tenendo conto delle diverse tipologie di lesioni, sarebbe importante che tutti gli specialisti, anche esterni al settore, collaborassero con il vulnologo per integrare le rispettive competenze. Il mio auspicio è che alla vulnologia venga in futuro riconosciuta la dignità di insegnamento e che sia inserita ufficialmente nei corsi di laurea; stiamo inoltre lavorando affinché le lesioni croniche siano contemplate all'interno dei Livelli Essenziali di Assistenza». «Le iniziative promosse testimoniano l'impegno di Angelini in vulnologia, con l'obiettivo di concorrere allo sviluppo di un progetto culturale di ampio respiro che favorisca un approccio alla cura delle ferite sempre più efficace ed attento ai bisogni dei pazienti», conclude Fabio De Luca, Chief Commercial Officer Italia di Angelini.
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