farmaci

feb212012

Un microchip potrebbe sostituire le siringhe

Ha ottenuto risultati incoraggianti il primo test sull'uomo di un dispositivo impiantabile sotto la pelle in grado di rilasciare un farmaco per l'osteoporosi

Ha ottenuto risultati incoraggianti il primo test sull'uomo di un dispositivo impiantabile sotto la pelle in grado di rilasciare un farmaco per l'osteoporosi. Il filone di ricerca, condotto in alcuni centri universitari e sostenuto da un'azienda privata statunitense, potrebbe portare alla messa a punto di un dispositivo che sostituisce le iniezioni periodiche per chi soffre di patologie croniche. Si tratta di un microchip delle dimensioni di una monetina che contiene dei piccoli quantità di farmaco da rilasciare coperti da un sottile strato di nanoparticelle d'oro in grado di dissolversi se colpite da una precisa radiofrequenza che può essere innescata dall'esterno o preprogrammata. Il dispositivo è stato impiantato in sette donne danesi tra i 65 e i 70 anni che avevano bisogno di dosi quotidiane di un ormone contro l'osteoporosi. Ogni giorno, per circa un mese, i ricercatori hanno fatto rilasciare il farmaco nel sangue, misurandone la cinetica nel sangue e gli effetti, riscontrando che non c'era nessuna differenza tra gli effetti dell'ormone rilasciato con il chip e quelli utilizzando una normale somministrazione iniettiva. «Questo dispositivo ha la stessa efficacia di una siringa senza il dolore e i problemi» spiega Robert Farra della Microchip, l'azienda che ha finanziato il progetto «il nostro prossimo obiettivo è sviluppare un chip in grado di rilasciare dosi quotidiane per 24 mesi. Se avremo successo l'impianto riceverà il via libera per l'uso medico entro il 2016». I dati raccolti dai ricercatori sono stati pubblicati su su Science translational medicine.


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