Sanità

lug112018

Una tantum a farmacie rurali, Enpaf: domande entro il 28 settembre

Una tantum a farmacie rurali, Enpaf: domande entro il 28 settembre
È di 850mila euro l'importo stanziato dall'Enpaf per l'assegnazione del contributo una tantum per gli iscritti titolari o soci di farmacie rurali per il 2018. L'iniziativa termina con l'esaurirsi dello stanziamento economico, pertanto, la presenza in graduatoria non garantisce l'attribuzione del contributo assistenziale. Le domande e la documentazione richieste devono essere trasmesse tramite raccomandata entro il 28 settembre 2018. Lo comunica l'Ente nel diramare il "Regolamento per l'assegnazione del contributo una tantum per gli iscritti titolari o soci di farmacie rurali - anno 2018". Possono ambire al contributo i titolari di farmacie rurali ubicate in Comuni o frazioni la cui popolazione non sia superiore a 1.200 abitanti. Devono inoltre essere titolari o soci della medesima farmacia dal 2016 "e per tale motivazione tenuti al versamento del contributo previdenziale a quota intera nel triennio 2016-2018; inoltre, è richiesto che l'esercizio sia stato regolarmente aperto al pubblico con la medesima decorrenza".

È necessario inoltre che "alla data di presentazione della domanda si sia in regola col versamento della contribuzione Enpaf posta in riscossione e che, nei limiti della prescrizione, non si abbia una morosità pregressa pari o superiore ad 1/4 del contributo previdenziale dovuto per ciascun anno. Fanno eccezione, limitatamente alla contribuzione obbligatoria degli anni 2016 e 2017, i richiedenti per i quali è stata disposta la sospensione della riscossione a seguito degli eventi sismici verificatisi nel Centro Italia negli anni anzidetti". Sono esclusi coloro che, nell'anno 2018, "hanno già ottenuto dall'Enpaf una prestazione assistenziale a carattere continuativo per età o una prestazione assistenziale straordinaria a sostegno del reddito", e i titolari "il cui patrimonio mobiliare, così come risultante dall'attestazione Isee, è superiore ad euro 80.000. Per ciascun componente successivo al secondo, a tale importo si aggiungono ulteriori euro 10.000 fino ad un massimo di euro 100.000". L'ente sottolinea che "saranno escluse le domande incomplete, irregolari nella documentazione o inviate dopo il termine di decadenza. In nessun caso è ammessa produzione tardiva di documentazione, compresa quella a rettifica o ad integrazione di quanto precedentemente trasmesso".
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