Galenica

mar152021

Unguento allo zolfo per i disturbi dermatologici. L'esempio formulativo

Lo zolfo ha goduto per secoli di grande fama come farmaco a uso dermatologico grazie alle proprietà cheratolitiche, nonché disinfettante, antifungina

Unguento allo zolfo per i disturbi dermatologici. L’esempio formulativo
Lo zolfo ha goduto per secoli di grande fama come farmaco a uso dermatologico grazie alle proprietà cheratolitiche, nonché disinfettante, antifungina e parassiticida. Lo zolfo (sanscrito, sulvere; Latino sulphur) era già noto agli antichi, e viene citato nella storia biblica della genesi. La traduzione inglese si riferisce allo zolfo come "brimstone", pietra dell'orlo, perché si trova facilmente sul bordo dei crateri di vulcani. Altre fonti fanno derivare il termine zolfo dall'arabo sufra, che vuol dire giallo. L'elemento chimico non metallico zolfo è il decimo elemento più abbondante nell'universo e il quinto elemento più comune sulla Terra: il minerale di zolfo più conosciuto è forse la pirite (l'oro degli sciocchi), con la formula chimica, FeS2, mentre gli anioni radicali dello zolfo sono responsabili del colore blu intenso del lapislazzuli, uno dei materiali per artisti più desiderati e costosi.


Uso galenico come precipitato o sublimato

Nell'utilizzo all'interno del laboratorio galenico, lo zolfo può essere presente come "precipitato - magistero" o "sublimato - fiori". Lo zolfo sublimato è prodotto sublimando lo zolfo elementare e condensandone il vapore. Contiene spesso selenio, tracce di solfuro d'arsenico e di acido solforico. Si presenta come una polvere cristallina fine, gialla, di odore appena percettibile, insipida o di sapore leggermente acidulo e alquanto umida al tatto. Lo zolfo precipitato, invece, viene prodotto per ebollizione con calce e per precipitazione della soluzione filtrata con acido cloridrico. È una polvere microcristallina o amorfa molto fine, di colore giallo pallido, inodore e insipida. In ambito dermatologico, viene preferito l'utilizzo di zolfo precipitato in quanto le particelle sono più fini.


Uso dermatologico: acne, forfora, seborrea, scabbia, infezioni

Lo zolfo è stato ampiamente impiegato nella pratica dermatologica in concentrazioni fino al 10-20% sotto forma di lozioni, shampoo, creme, saponi o unguenti, nel trattamento di acne, forfora, seborrea, scabbia, infezioni fungine superficiali e nella sepsi cutanea. Queste attività sono probabilmente dovute alla formazione di disolfuri e acidi politionici per interazione con sostanze organiche. Lo zolfo deve essere trasformato, per esempio, in acido pentationico (H2S5O6) per esercitare azione germicida. L'unguento al 10% di zolfo, ad esempio, è stato utilizzato in uno studio del 2015 a paragone con l'ivermectina per il trattamento della scabbia umana (Sarcoptes scabiei var. Hominis). Questi è un'infezione della pelle da parte dell'acaro del prurito umano, e nello studio in questione il trattamento con ivermectina orale è stato confrontato con l'unguento al 10% di zolfo. per il trattamento della scabbia. In totale, sono stati arruolati 420 pazienti con scabbia e randomizzati in due gruppi: il primo gruppo ha ricevuto una singola dose di ivermectina orale 200 μg / kg di peso corporeo e il secondo gruppo ha ricevuto un unguento di zolfo al 10% e gli è stato detto di applicarlo per tre giorni successivi. Una singola dose di ivermectina ha fornito un tasso di guarigione del 61,9% al follow-up di 2 settimane, che è aumentato al 78,5% al follow-up di 4 settimane dopo aver ripetuto il trattamento. Il trattamento con singole applicazioni di pomata allo zolfo al 10% è stato efficace nel 45,2% dei pazienti al follow-up di 2 settimane, che è aumentato al 59,5% al follow-up di 4 settimane dopo che questo trattamento è stato ripetuto. Il trattamento delle infezioni parassitarie con lo zolfo è tuttavia consigliato solo nei Paesi in via di sviluppo, quando le preparazioni alternative non sono disponibili o sono troppo care. Lo zolfo può essere combinato con altri agenti cheratolitici come acido salicilico, perossido di benzoile e resorcina. L'attività cheratolitica è invece più probabilmente dovuta a un'azione irritante che dà luogo a desquamazione (interpretata come cheratolisi).


Esempio Formulativo

Un esempio formulativo per questo utilizzo può essere il seguente
Materiali: bilancia, mortaio, pestello (o piastra per creme e spatola)
Zolfo magistero 10 g
Acido salicilico 4 g
Paraffina liquida 10 g
Vaselina bianca q.b. a 100 g
Preparazione: Levigare in mortaio o su piastra l'acido salicilico con metà della paraffina liquida aggiunta in progressione geometrica. Nella restante paraffina, levigare lo zolfo (sempre in progressione geometrica). Unire i due composti e aggiungere la vaselina, mescolando fino ad omogeneità.
Attenzione alla manipolazione dello zolfo: a contatto con aria e luce assorbe umidità, si ossida e assume reazione acida per formazione di piccole quantità di acido solforico. L'applicazione topica ripetuta di preparazioni a base di zolfo può causare irritazione cutanea e dermatiti e se applicato in zone dove si indossano gioielli, può far cambiare la colorazione di argento e rame.

Luca Guizzon
Farmacista clinico territoriale, esperto di fitoterapia, Farmacia Campedello (www.farmaciacampedello.it)

Fonti

Met Ions Life Sci. 2020 Mar 23;20: Ann Parasitol. 2015;61(2):79-84


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