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Urea, da metabolita di scarto a idratante rigenerante per la pelle

L'urea è utilizzata per le sue proprietà idratanti dovute alla capacità di trattenere l'acqua e per l'effetto di rimozione delle cellule morte generato sulla cute

Urea, da metabolita di scarto a idratante rigenerante per la pelle
L'urea (o carbamide) è la sostanza tramite la quale vengono eliminati dall'organismo i prodotti azotati del metabolismo. Fu scoperta da Hilaire Rouelle nel 1773 nell'urina umana. Fu il primo composto organico a essere sintetizzato artificialmente (nel 1828 da Friedrich Wöhler), impiegando esclusivamente reagenti inorganici.

La presenza fisiologica di urea nel sangue della specie umana e del cane va da circa 18 a 40 mg/dl ed è nota come azotemia. L'urea è utilizzata per le sue proprietà idratanti dovute alla capacità di trattenere l'acqua e per l'effetto di rimozione delle cellule morte generato sulla cute.
Dal punto di vista chimico, è una polvere molto solubile in acqua (1:1,5) e solubile in alcool (1:12), che con il tempo sviluppa un lieve odore ammoniacale.
La carbamide, in condizioni di umidità o in soluzione acquosa, viene lentamente idrolizzata a anidride carbonica e ammoniaca. Il calore, gli acidi, gli alcali incrementano l'idrolisi. In terapia, l'urea può essere utilizzata o per via sistemica come diuretico osmotico o, più frequentemente, in campo dermatologico, come cheratolitico. Applicazioni topiche di crema contenente carbamide possono causare irritazioni cutanee.

In terapia, l'urea viene spesso associata ad altri principi attivi per sfruttarne le caratteristiche e migliorare l'outcome del trattamento. È il caso del bifonazole per il trattamento delle onicomicosi subungueali distali. Il trattamento di 7 settimane con una pasta al 40% di urea, seguita da una al 1% di bifonazole ha portata ad una completa remissione dei sintomi, con riduzione dello spessore ungueale e scarsi effetti collaterali.
Cambiando principio attivo in associazione, la crema ad elevate concentrazioni di urea può ridurre alcune infezioni cutanee. Eleski e Robbins nel 2004 studiarono l'effetto di questa crema sulla tinea pedis refrattaria ai normali antifungini topici. In questo caso, gli studiosi alternarono l'applicazione della crema con del ciclopirox (2 volte al giorno), realizzando un successo completo nei 10 pazienti trattati.

Come tale, l'effetto emolliente dell'urea viene utilizzato per combattere le xerosi anche in pazienti complicati. Infatti, in piedi diabetici affetti da xerosi, l'applicazione di una crema a base di urea ha migliorato, già dopo solo 4 settimane, l'idratazione cutanea e ha migliorato la qualità complessiva della cute e ridotto la xerosi.

Sono certamente studi piccoli, che tuttavia lasciano intendere l'importante effetto a livello cutaneo di questa molecola.

Esempio formulativo:
Urea cream BP 2010
Materiali: bagnomaria, termometro, bilancia, becher, piastra riscaldante
Urea 40g
cold cream qb a 100g
Un esempio di cold cream può essere la crema composta, in fase oleosa da 60 g di olio vegetale, 7g di cetile palmitato, 6g di cera bianca, 2g di glicerilmonosteato e la fase acquosa composta esclusivamente da 25g di acqua preservata. Fondere i componenti della fase oleosa a bagnomaria a 60°C, quindi portare l'acqua preservata alla stessa temperatura ed unire le due fasi. Levigarvi quindi l'urea (finemente triturata per minimizzare la granulosità della crema finale), prestando particolare attenzione al pH. Infatti al crescere di questo parametro, cresce la decomposizione dell'urea.

Luca Guizzon
Farmacista territoriale responsabile laboratorio galenico, Farmacia Campedello - Vicenza

Fonti
G Ital Dermatol Venereol. 2016 Feb;151(1):32-6. Epub 2015 Oct 16.
Curr Med Res Opin. 2015 Jun;31(6):1063-9. doi: 10.1185/03007995.2015.1037731.
Cutis. 2004 May;73(5):355-7

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