farmaci

mag202013

Usa, farmacista al centro del sistema farmaco-salute

assicurazione

Si chiama medication therapy management (Mtm) il programma statunitense che consente ai farmacisti di aiutare i pazienti da un lato, e gli altri operatori sanitari dall’altro, ad essere sempre aggiornati sulle questioni pertinenti ai farmaci. In sostanza è un servizio conoscitivo, di assistenza farmaceutica, che connota professionalmente la farmacia, con l’intento di tradursi in una maggiore costo-efficacia delle prescrizioni. L’Mtm prevede valutazione del paziente e completa revisione delle sue terapie medicinali, redazione di piano di trattamento, registrazione dell’efficacia e della sicurezza dei medicinali, controllo dell’aderenza del paziente alla cura, comunicazioni con il farmacista prescrittore. Sta acquisendo rilievo la sua applicazione al patient-centered medical home (Pcmh), o primary care medical home, come il nostro sistema di continuità assistenziale sul territorio, che consente ai diversi operatori coinvolti di interfacciarsi, scambiarsi informazioni e indirizzare i pazienti ai servizi di cui hanno bisogno. L’Mtm è già stato integrato in Medicare per certi casi specifici, e in altre polizza assicurative. Ora la questione è come garantire al farmacista un compenso adeguato per il tempo che l’attuazione del programma richiede di dedicare al paziente. Le compagnie assicurative potrebbero riconoscere un onorario diretto al farmacista per singola prestazione (per esempio se il farmacista si accorge che un farmaco non deve essere somministrato a quel paziente e interviene avvisando il prescrittore). Oppure dovrebbe cambiare il sistema con cui il datore di lavoro retribuisce il farmacista, riconoscendogli degli incentivi o almeno inserendo tra le mansioni previste anche il tempo per lo svolgimento degli Mtm.


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