Sanità

giu72013

Usa: superbatteri, verso approvazioni veloci nuovi antibiotici

probiotici

L’emergenza di ceppi batterici resistenti agli attuali antibiotici sta creando una certa pressione su esperti, funzionari del governo Usa e dirigenti della stessa Food and drug administration (Fda) a elaborare procedure accelerate per l'approvazione di nuovi farmaci e nuove classi di antibiotici. A sollevare l’attenzione sul dibattito in corso è un articolo del New York times che fa sapere che il Dipartimento della salute americano si è attivato accordando un finanziamento speciale di 40 milioni di dollari a GlaxoSmithKline, che andranno investiti nello sviluppo di farmaci contro i batteri resistenti agli antibiotici ma anche di prodotti che possano contrastare agenti chimici che potrebbero venire usati da terroristi. Ma questo non basta: secondo molti esperti, infatti, l’urgenza di nuovi farmaci per le patologie batteriche non trova una risposta adeguata con le vecchie procedure di approvazione che richiedono anni di test su sicurezza ed efficacia dei prodotti. «Siamo davanti a una crisi mondiale per i batteri resistenti agli antibiotici» ha detto Janet Woodcock direttore del Center for drug evaluation and research dell’Fda «i medici non sanno che fare e fra 5-10 anni la situazione sarà peggiore se non si fa qualcosa». Su questo aspetto, la Infectious disease society of America ha voluto precisare che nuovi antibiotici potrebbero venire approvati più velocemente dall’Fda a patto che vengano usati solo su pazienti gravi, anche se, come ha ricordato John Powers, ex funzionario della Fda e docente alla George Washington university, «procedure di questo tipo sono rischiose».


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