Sanità

lug192019

Uso farmaci, Osmed: cala la convenzionata, in flessione anche spesa per Diretta e Dpc

Uso farmaci, Osmed: cala la convenzionata, in flessione anche spesa per Diretta e Dpc

Uso farmaci: un'analisi sui dati del rapporto Osmed sulla spesa per i farmaci dispensati tramite diretta e per conto

La spesa per i farmaci dispensati attraverso i canali della distribuzione diretta e di quella per conto, nel 2018, è stata pari a 8.245 milioni di euro, di cui, a livello nazionale, il 78,2% rientra nella prima tipologia e il restante 21,8% nella seconda, pur con un'ampia variabilità regionale. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Osmed 2018, che è stato presentato ieri a Roma, in presenza di Luca Li Bassi, Direttore Generale dell'AIFA, Francesco Trotta, Dirigente Ufficio Monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le Regioni dell'AIFA e Silvio Garattini, Presidente dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri". In generale, a essere evidenziato è che «la spesa farmaceutica nazionale totale è stata pari a 29,1 miliardi di euro, di cui il 77% rimborsato dal Ssn. Per ogni cittadino, che ha consumato in media 1,6 dosi di farmaco al giorno, la spesa è stata di circa 482 euro, di cui, appunto, 364 euro coperti dal Ssn».

Spesa territoriale in calo

Nel dettaglio, a emergere è anche la conferma che la spesa farmaceutica territoriale complessiva, pari a 20.781 milioni di euro, risulta in calo, rispetto all'anno precedente, del -1%. Se si considera quella «pubblica, comprensiva della spesa dei farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto di classe A, il totale è stato di 12.402 milioni di euro, ossia quasi il 60% della spesa farmaceutica territoriale, e ha registrato, rispetto all'anno precedente, una riduzione del -4%, dovuta alla diminuzione della spesa farmaceutica convenzionata netta (-4,2%) e della spesa per i farmaci in distribuzione diretta e per conto (-3,6%)». Sul versante delle «confezioni erogate in regime di assistenza convenzionata, analogamente al 2017, si registra una lieve diminuzione (-0,7%)».
Dall'analisi della variabilità regionale a ogni modo emerge che «i livelli più bassi di spesa territoriale, comprensiva della spesa dei farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto di classe A, sono stati registrati nella Provincia Autonoma di Bolzano (175,2 euro pro capite), mentre i valori più elevati sono quelli di Calabria e Campania (287 euro pro capite), rispetto alla media nazionale di 242,9 euro pro capite».

Sul fronte della «spesa per l'acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche (pari a circa il 40% della spesa farmaceutica totale) è stata di 11,9 miliardi di euro (197,45 euro pro capite) e ha fatto registrare rispetto all'anno precedente un andamento pressoché stabile (+0,9%)». Le Regioni con voci di spesa in questo ambito più elevati sono «la Puglia (236,96 euro pro capite), l'Umbria (223,89 euro pro capite) e la Campania (222,42 euro pro capite); al contrario, in Valle d'Aosta (142,8 euro pro capite), in Lombardia (165,72 euro pro capite) e nella P.A. di Trento (166,43 euro pro capite) si rilevano i valori più bassi». Le maggiori variazioni rispetto al 2017 sono invece state registrate «in Abruzzo (+9,9%), in Umbria (+7,2%) e nella P.A. di Trento (+6,9%)».

Dal punto di vista dei cittadini, la spesa a loro carico, «comprendente compartecipazioni (ticket regionali e differenza tra il prezzo del medicinale a brevetto scaduto erogato al paziente e il prezzo di riferimento), i medicinali di classe A acquistati privatamente e i farmaci di classe C, ha registrato un aumento del +3,8% rispetto al 2017 ed eÌ stata di 8.379 milioni di euro». A influire «sulla variazione eÌ stato l'aumento della spesa per l'acquisto di medicinali per automedicazione (+12,4%), per la compartecipazione del cittadino (+3,8%) e per i farmaci di classe C con ricetta (+2,2%); mentre si riduce la spesa dei farmaci erogati degli esercizi commerciali (-7,0%)». Si segnala «la crescita della quota eccedente il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto (+7,2%), mentre risulta in riduzione la spesa relativa al ticket per ricetta/confezione (−3,4%)».

Distribuzione diretta e per conto

La spesa per i farmaci «dispensati attraverso le modalità alternative di erogazione, ovvero la distribuzione diretta e per conto, è stata pari a 8.245 milioni di euro, rappresentata soprattutto dai farmaci di classe A (56%) seguiti dai farmaci di classe H (43,1%), mentre i farmaci di classe C rappresentano una quota residuale (0,8%)».
La distribuzione diretta «in senso stretto rappresenta oltre il 90% della spesa dei farmaci erogati tramite i canali alternativi in Abruzzo, dove per la prima volta nel 2018 eÌ stata praticata la distribuzione in nome e per conto, mentre presenta la minor incidenza in Calabria (63,7%), nel Lazio e nella P.A. di Trento (66,9%)».
In generale, «i primi due farmaci a maggior spesa tra quelli erogati in distribuzione diretta e per conto sono rappresentati da un'associazione indicata nel trattamento dell'infezione da virus dell'epatite C, sofosbuvir/velpatasvir (499,7 milioni di euro) e dal fattore VIII (302,6 milioni di euro). Nella lista dei primi 30 principi attivi per spesa vi è un'altra molecola per il trattamento dell'epatite C, glecaprevir/pibrentasvir, quattro farmaci per il trattamento dell'infezione da HIV e 13 farmaci appartenenti alla categoria degli antineoplastici e immonomodulatori».
La spesa dei farmaci erogati in ambito ospedaliero e ambulatoriale è stata pari a 3.181 milioni di euro, composta per il 75,7% dalla spesa per i farmaci di classe H, per il 17% dai farmaci di classe C e per una quota residuale dai farmaci di classe A (7,2%). Le Regioni che hanno registrato, in valori assoluti, la spesa in questo ambito «più elevata sono state la Lombardia (480,5 milioni di euro), il Lazio (295,7 milioni), l'Emilia Romagna (280,3 milioni). La Valle d'Aosta (5,3 milioni), il Molise (13,7 milioni) e la Basilicata (30 milioni), al contrario, presentano i valori più bassi».

Le categorie di farmaci più prescritte

Per quanto riguarda, i farmaci più prescritti, nel 2018 «i medicinali dell'apparato cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani (e restano al secondo posto in termini di spesa), seguiti dai farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici. Le statine, tra i farmaci per il sistema cardiovascolare, gli inibitori di pompa, tra quelli dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, e gli altri antiepilettici, tra quelli del sistema nervoso centrale, sono le categorie a maggior impatto sulla spesa convenzionata. Sul lato degli acquisti da parte delle strutture sanitarie pubbliche, le categorie a maggior spesa sono gli anticorpi monoclonali, tra gli antineoplastici, gli antivirali per il trattamento delle infezioni da HIV in associazione, tra gli antimicrobici generali per uso sistemico, e i fattori della coagulazione del sangue, tra i farmaci del sangue ed organi emopoietici. Mentre Le categorie di farmaci di classe C con ricetta maggiormente acquistati dai cittadini nel 2018 si confermano essere le benzodiazepine, i contraccettivi orali e i farmaci per la disfunzione erettile. Tra i farmaci di automedicazione, diclofenac rappresenta il primo principio attivo per spesa, seguito da un altro antinfiammatorio non steroideo, l'ibupfopene. Tra i farmaci di fascia A acquistati privatamente dai cittadini, il ketoprofene e l'amoxicillina in associazione all'acido clavulanico risultano quelli a maggior spesa».

Francesca Giani
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