Sanità

mag132014

Utifar: da farmacie consulenza per un milione di cittadini al giorno e prevenzione gratuita

leopardi_eugenio

Consulenza sanitaria gratuita che interessa da 800mila a un milione di cittadini al giorno, prevenzione erogata, nel 2013, a 1,2-1,6 milioni di cittadini, un’occupazione che tiene nonostante la crisi e che per quasi un quarto dei casi è sotto i 45 anni. Sono questi alcuni dei risultati che danno l’idea dell’impatto sociale della categoria sulla collettività emersi dal bilancio sociale portato avanti dall’Utifar e presentato a Cosmofarma. «Il bilancio sociale» spiega Eugenio Leopardi (foto), presidente Utifar «è un documento con cui un’azienda comunica gli esiti del proprio esercizio, ponendo attenzione soprattutto agli impatti che tali attività generano a livello della comunità». Ma applicato all’intera categoria «pone in evidenza il ruolo di sostegno al tessuto collettivo messo in essere dalla rete delle farmacie. Con il bilancio sociale delle farmacie vogliamo allora creare uno strumento di comunicazione in grado di mostrare l’attività complessiva delle rete e di dare panoramica del nostro valore sociale anche alle istituzioni, ai politici e alla classe medica, oltre che ai farmacisti stessi. E come Utifar diciamo quale azienda ha un valore più alto, una maggiore attenzione al sociale e alla salute pubblica della rete delle farmacie?». «Ogni giorno» sono i dati emersi dai questionari via web aperti a tutti gli associati «si stima che entrino in farmacia tra i 2,3 e i 3milioni di cittadini. La vendita è certamente una parte prevalente dell’attività della farmacia ma non è la sola: nella ripartizione media giornaliera, due terzi dei cittadini entra per acquistare farmaci su base di una ricetta, mentre il 23% richiede informazioni sui prodotti in base a sintomi – in questo caso il farmacista è un vero e proprio consulente della salute -, il 6,4% richiede informazioni su farmaci e il 3,8% sanitarie specialistiche di orientamento. In sostanza, viene offerta una consulenza sanitaria, gratuita, che interessa da 800mila a un milione di cittadini al giorno. Si tratta di un’attività che impiega almeno due ore al giorno per ogni addetto, con costo medio di circa 10mila euro anno per addetto». La farmacia è attenta alle tasche dei cittadini: «A fronte di un generale incremento medio dei listini dei fornitori del 2,6%, i prezzi di vendita applicati sono sostanzialmente stabili e anzi hanno registrato una leggerissima flessione (0,1%) e comunque il 60% delle farmacie ha riscontrato un aumento nei prezzi dei fornitori ma solo il 41% ha aumentato i prezzi». Inoltre la farmacia investe in prevenzione: «Abbiamo calcolato che oltre 6 farmacie su 10 hanno organizzato nel 2013 delle giornate di prevenzione di varie patologie, con un costo medio, pur con variabilità, di 30 milioni di euro e un incasso di 12 milioni di euro. A livello di risposta, a ogni giornata aderiscono dalle 15 alle 20 persone e questo significa che nel 2013 tra 1,2 e 1,6 milioni di cittadini, grazie alle farmacie, hanno fatto prevenzione». Nonostante la crisi, «l’occupazione nelle farmacie ha tenuto ed è composta soprattutto di giovani - quasi un quarto ha meno 45 anni -, donne e si esplicita con contratti a tempo indeterminato, per la quasi totalità dei dipendenti». Infine la “burocrazia informatica”, che «costa al sistema farmacie da 42 a 52 milioni di euro l’anno solo per le attrezzature informatiche: la spesa media annua in software per la trasmissione dei dati delle ricette agli organismi pubblici è di 2.600-3.200 euro a farmacia e questo si traduce in un contributo al sistema».

Francesca Giani


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