Sanità

ott22020

Vaccinazione anti-flu in farmacia, Medici di famiglia: impugneremo gli atti

Vaccinazione anti-flu in farmacia, Medici di famiglia: impugneremo gli atti

Mmg contrari alle vaccinazioni nelle farmacie, consentite dall'Ordinanza del Lazio. Annunciano di impugnare gli atti

La direzione presa dalla Regione Lazio, annunciata nei giorni scorsi e oggi concretizzatasi in un'Ordinanza che oltre ad aumentare la quota dosi di vaccini antinfluenzali dall'1,5% al 4%, consente che possano essere somministrati presso le farmacie, in presenza di specifici requisiti e modalità stabilite dalla Direzione Salute incontra il veto da parte dei medici che intendono impugnare gli atti della Regione.


Scotti (Fimmg): legge di Stato lo impedisce. Controlli per evitare prestanomismo

«C'è una legge dello Stato che impedisce la presenza del medico in farmacia. Se non si cambia la norma, qualunque atto si farà in questo senso sarà impugnato. E riterremo necessario il controllo delle Forze dell'ordine per evitare eventuali casi di prestanomismo, ovvero la possibilità che medici risultino solo sulla carta presenti in farmacia per vaccinare». Questa la reazione di Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).

Anelli (Fnomceo): stralciare provvedimento illegittimo

In netto disaccordo con l'Ordinanza anche Filippo Anelli Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) che ha scritto una lettera a Zingaretti. "Come Ente pubblico sussidiario dello Stato che rappresenta la professione medica a tutela della salute dei cittadini, chiediamo di essere ascoltati, prima di rendere operativa un'ordinanza che riteniamo illegittima" afferma Anelli in una nota e sottolinea in primis che la Regione non ha interpellato i medici.
«È inconcepibile che proprio i medici, unici legittimati a porre in essere atti clinici sul paziente, non siano stati interpellati su decisioni che riguardano le competenze della loro professione e la salute stessa dei cittadini» e ricorda che l'Ordinanza si pone «in contrasto, nel merito, con la normativa vigente in materia, che prevede il divieto di cumulo tra la professione di farmacista e quello di altre professioni sanitarie ed esclude la presenza del medico, unico soggetto legittimato a sovraintendere alle vaccinazioni, in farmacia». Anelli contesta il provvedimento anche sulle ricadute attese: «Saranno al massimo 400 le farmacie che, nel Lazio, potranno essere coinvolte, ammesso che ne abbiano i requisiti, nella somministrazione. Mentre saranno 80 per farmacia le fiale distribuite. Un totale, dunque, di 32.000 vaccini, destinati a chi non ha diritto alla somministrazione gratuita: una percentuale minima, che potrebbe tranquillamente continuare ad essere somministrata nei 6000 studi dei Medici di Medicina Generale. Chiediamoci dunque se, a fronte di un risultato così esiguo, valga la pena porre in contrasto due Enti dello Stato e mettersi in una condizione di palese violazione delle norme vigenti, che, ricordiamolo, sono scritte con il fine ultimo della tutela della salute del cittadino - conclude Anelli - Abbiamo quindi inoltrato un'istanza ufficiale al Presidente Zingaretti per chiedere lo stralcio dei punti dell'ordinanza riguardanti le vaccinazioni in farmacia, in modo da poter ascoltare le nostre motivazioni».


Magi (Mmg Roma): non c'è formazione per gestire la vaccinazione

Anche Antonio Magi, Presidente dell'Ordine dei medici di Roma non la pensa molto diversamente. Parlando a Radio Cusano Campus di vaccinazione antinfluenzale ha rassicurato sul fatto che «i vaccini stanno arrivando, verranno distribuiti ai medici di famiglia e ai pediatri di libera scelta, le dosi ci saranno per tutti e non c'è bisogno di correre per averlo». Ma sulla possibilità di vaccinare i cittadini in farmacia è stato chiaro: «Non condivido nella maniera più assoluta la possibilità di fare i vaccini nelle farmacie perché i farmacisti non sono abilitati a fare questo e la legge ci costringe ad intervenire. Non c'è logica di ampliamento dell'offerta perché si può tranquillamente ampliare l'offerta dentro gli ambulatori medici in modo totalmente sicuro. In farmacia per me assolutamente no. L'ordinanza di Zingaretti e della Regione Lazio che permette questo non va bene perché i farmacisti non sono abilitati a fare vaccini, solo i medici lo sono e i sanitari con un medico vaccinatore presente. I farmacisti non hanno la formazione per reagire nel caso ci fossero situazioni di allergie o con soggetti fragili che necessitano un'attenzione particolare che solo il medico può avere. Spero intervenga il Ministero della Salute e il CTS per non dare un parere favorevole altrimenti metterebbe in modo un meccanismo strano. A questo punto potremmo anche farli nei supermercati, anzi forse è più di prossimità un supermercato che una farmacia».(SZ)
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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