Sanità

gen232021

Vaccinazione Covid in farmacia, dalla legge al primo accordo siglato: prospettive e nodi da sciogliere

Vaccinazione Covid in farmacia, dalla legge al primo accordo siglato: prospettive e nodi da sciogliere

La legge Bilancio 2021 ha introdotto diverse novità relativamente al ruolo di farmacia e farmacista e uno dei punti riguarda la somministrazione dei vaccini in farmacia

La legge Bilancio 2021 ha introdotto diverse novità relativamente al ruolo di farmacia e farmacista e uno dei punti riguarda la somministrazione dei vaccini in farmacia. La previsione, in particolare, ha trovato applicazione nell'intesa raggiunta martedì tra la Regione Piemonte, Federfarma e Assofarm. Oggetto saranno, come specificato dalla Regione, i vaccini anti-Covid in via di autorizzazione da Ema, quali quello di Astrazeneca, o simili, che presentano modalità operative di allestimento e di conservazione più semplici, e la tempistica, tutto considerato, non sarà breve. Per attuare l'intesa occorre definire le modalità operative e restano, in realtà già nella legge Bilancio 2021, alcuni aspetti da sciogliere su cui si è in attesa di un chiarimento.


Le farmacie: intorno marzo si potrà partire

«È il primo accordo» del genere, «a seguito della norma approvata nella Legge Bilancio, siglato in Italia» è stato il commento di Marco Cossolo, presidente di Federfarma ai microfoni di Radio Rai, e in questo il «Piemonte ha fatto un po' da apripista. Ci sono altri tentativi di accordi simi, in Lazio», fatti anche in precedenza, o «in Lombardia». «La vaccinazione sarà, a ogni modo, gratuita per i cittadini». Ora, «ragionevolmente, in breve tempo, potrebbe venire esteso alle altre Regioni». Per l'attuazione «occorre, comunque, definire le modalità operative, ma ritengo che intorno marzo si potrà partire».

«L'accordo» ha detto a Farmacista33 Mario Corrado, coordinatore regionale di Assofarm, «è molto importante in quanto valorizza il ruolo della farmacia - come presidio sanitario - e del farmacista, come professionista di salute, non solo nell'ambito emergenziale, ma in generale, ed è un riconoscimento di un percorso portato avanti da tempo». L'intesa prevede, in particolare, due aspetti principali: «da un lato viene richiamato il modello già messo in atto in Piemonte per la vaccinazione anti-influenzale, in particolare per quanto riguarda gli aspetti dello stoccaggio, della distribuzione e della consegna su prenotazione dei vaccini ai medici di medicina generale». Come aveva scritto ieri la Regione in una nota, «per questa operazione è stato stanziato un milione di euro».


Somministrazione del vaccino direttamente in farmacia

Il secondo aspetto riguarda, invece, la «somministrazione del vaccino che potrà avvenire direttamente in farmacia». In questo caso, «le inoculazioni verranno retribuite dalla Sanità pubblica come quelle effettuate dai medici di medicina generale (circa 6,50 euro ciascuna)». Sul punto, in particolare, continua Corrado «è stata richiamata la previsione della legge Bilancio 2021 (art. 1, comma 471 178/20), che è stata ripresa nella sua formulazione integrale, proprio per evitare interpretazioni o polemiche».

Nel dettaglio, come si ricorderà, "è consentita, in via sperimentale, per l'anno 2021, la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato, eventualmente anche a seguito della fornitura da parte delle aziende sanitarie locali, secondo specifici accordi stipulati con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, sentito il competente ordine professionale". Una formulazione che lascia alcuni aspetti da chiarire. Analizzando le reazioni sui social, per esempio, si coglie la esigenza, espressa da una parte della categoria, che venga esplicitata la identificazione di "personale sanitario" con quella farmacista, su cui non tutti sarebbero concordi.
«È un aspetto che è stato chiarito da tempo» ha detto Cossolo in occasione di una intervista su Federfarma Channel di settimana scorsa, «e il riconoscimento in professione sanitaria è stato previsto ai sensi del Decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 258. Oltre tutto compariamo nell'elenco delle professioni sanitarie sul sito del Ministero della Salute».


Da chiarire se farmacista formato possa vaccinare da solo

Concorda con lui anche Francesco Schito, segretario generale Assofarm, che piuttosto avverte l'esigenza di chiarire se il farmacista, «adeguatamente formato», possa «vaccinare da solo, senza infermiere eventualmente, ma soprattutto, pur con la supervisione del medico, senza la sua necessaria presenza in farmacia». Qui c'è, infatti, il principale nodo da sciogliere: «che cosa si intende con supervisione del medico? Per quanto riguarda la nostra interpretazione, pensare che il medico sia fisicamente presente in ogni farmacia renderebbe la norma non attuabile, considerata la carenza di medici e quanto siano oberati dalle attività in studio. Da parte nostra, siamo propensi a ritenere che si intenda che il medico sia a disposizione - per esempio anche di più farmacie - e pronto all'occorrenza a intervenire tempestivamente in caso di emergenza o reazione avversa grave. È un tema che, a mio avviso, è da condividere con il Ministero. Mi aspetto, a ogni modo, che data l'emergenza in cui ci troviamo e la necessità di vaccinare in tempi rapidi il maggior numero di popolazione possibile, ci sia la volontà di trovare una soluzione attuabile, in grado di portare alla campagna l'indispensabile apporto dalle farmacie. Siamo in una sorta guerra e sono convito che l'obiettivo principale debba essere, al di là delle singole polemiche, di raggiungere il target».


Per quanto riguarda la tempistica, «da qui a quando l'intesa potrà essere operativa» aggiunge Corrado «c'è il tempo necessario per chiarire tutti gli aspetti». L'accordo, infatti, come specificato dalla Regione, si basa sul vaccino Astrazeneca, o analoghi. «Tra l'approvazione, prevista a fine mese, la consegna al nostro Paese e i vari passaggi, ottimisticamente, credo che si partirà non prima di fine febbraio-marzo. L'adesione sarà, comunque, volontaria per le farmacie». Un ulteriore step, per altro, come prevede la legge stessa, «è un confronto con le rappresentanze sindacali, Federfarma e Assofarm, in merito alla definizione delle modalità operative, requisiti della farmacia, e quant'altro». A ogni modo, «la legge Bilancio ha creato una sorta di cornice» ha concluso Schito «all'interno della quale anche le altre regioni potranno andare in questa direzione. L'Assessore alla salute del Piemonte, Icardi, in quanto coordinatore della commissione salute delle Regioni, si è impegnato a portare la tematica in Conferenza».

Francesca Giani
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