Sanità

apr12021

Vaccinazione in farmacia, le Regioni pronte a partire. Speranza: farmacisti tra i protagonisti della sfida

Vaccinazione in farmacia, le Regioni pronte a partire. Speranza: farmacisti tra i protagonisti della sfida

Si fanno avanti le regioni pronte a entrare in campo con le vaccinazioni nelle farmacie: Umbria, Lazio e Friuli-Venezia Giulia preparano gli accordi con i dettagli operativi

Si fanno avanti le regioni che si dicono pronte a entrare in campo con le vaccinazioni nelle farmacie recependo l'accordo quadro firmato a fine marzo: in Umbria sarà a giorni siglato un accordo con le rappresentanze territoriali, in Lazio la Regione ha annunciato che dal 20 aprile si inizierà con le somministrazioni nelle farmacie con Johnson&Johnson, in Friuli-Venezia Giulia la Regione incontra le rappresentanze di categoria e auspica un inserimento attivo effettivo entro aprile.

Umbria e Lazio: pronti a partire con la somministrazione nelle farmacie

In Umbria per il presidente di Federfarma Augusto Luciani la farmacia è pronta per fare la sua parte nella somministrazione dei vaccini: «A giorni sarà siglato un accordo che definirà tutti i dettagli. Vedremo quali sono i termini previsti e attrezzeremo le farmacie con gazebo in aree esterne laddove non saranno sufficienti gli spazi interni della farmacia. Sarà necessaria una formazione specifica che stiamo completando e a breve avremo un attestato che ci consentirà di far l'inoculo del vaccino», ha dichiarato alla stampa locale. In Lazio la vaccinazione nelle farmacie inizierà il 20 aprile con il vaccino Johnson&Johnson, lo ha annunciato il governatore Nicola Zingaretti a Skytg 24 ha parlato di un "numero largo" di farmacie coinvolte. Si comincia, come spiega, con la fascia d'età che va dai 60 ai 55 anni.

Friuli-Venezia Giulia farmacie attive entro aprile

«Per raggiungere l'obiettivo delle 10mila somministrazioni quotidiane di vaccino in Friuli-Venezia Giulia, che si inquadra in quello nazionale di 500mila vaccinazioni al giorno, è necessario mettere in campo tutte le forze e gli strumenti a nostra disposizione e in tale contesto le farmacie sono un alleato fondamentale. Il loro inserimento attivo nella campagna vaccinale è quindi prioritario e l'auspicio è di riuscire a renderlo effettivo entro aprile». A dirlo è il vicegovernatore del Friuli-Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante l'incontro con i quattro presidenti degli ordini dei farmacisti del Friuli-Venezia Giulia e i loro rappresentati di categoria per la definizione dell'accordo decentrato regionale che seguirà quello già sottoscritto a livello nazionale per dare il via alle inoculazioni di vaccino per il Covid-19 anche nelle farmacie. Secondo l'assessore le aziende sanitarie sono il pilastro fondamentale della campagna vaccinale a cui si devono affiancare Mmg, specializzandi e farmacie, «ma si sta valutando anche la possibilità di far effettuare le vaccinazioni anche al sistema privati convenzionati, i pediatri di libera scelta e odontoiatri. Sicuramente in tale contesto le farmacie rappresentano un asset importante per capillarità sul territorio e conoscenza del contesto sociale nel quale operano. I farmacisti oltre a essere fisicamente presenti in gran parte del territorio, sono anche figure con le quali gli utenti hanno un rapporto di fiducia; il loro apporto si rivelerà quindi particolarmente utile nelle aree marginali e nei piccoli centri» Riccardi ha ricordato i requisiti di formazione dei farmacisti e le indicazioni per le farmacie per poter essere considerate siti vaccinali. Nell'attesa della sottoscrizione dell'accordo integrativo regionale, Riccardi ha evidenziato «che il prossimo passo è la definizione di un modello operativo condiviso con i farmacisti, per far sì che, entro aprile, i vaccini possano essere inoculati anche nelle farmacie».

Vaccini. Speranza, farmacisti tra i protagonisti della sfida

Intanto oggi, intervenendo oggi all'Assemblea nazionale di Federfarma, il ministro della Salute Roberto Speranza ha ricordato che «i farmacisti italiani ci sono stati in questo anno di pandemia e so che ci saranno anche per i mesi a venire. Le intese e le scelte fatte nelle ultime settimane, li caricano ancora di più di una responsabilità, ma vanno nella direzione giusta. Sono stati chiamati in campo e saranno tra i protagonisti della sfida decisiva per la vaccinazione di massa nel Paese». Speranza ha sottolineato di voler costruire un servizio sanitario che va incontro al cittadino che ha bisogno di cure in cui è importante «il ruolo della farmacia come luogo di prossimità. La farmacia come luogo che vada oltre la semplice vendita del farmaco, a cui siamo abituati. Il progetto della farmacia dei servizi si basa proprio su questo ed è centrale nell'Servizio sanitario nazionale che vogliamo disegnare. Aver chiamato i farmacisti, come abbiamo fatto in queste ore, a svolgere un ruolo coraggioso e sfidante, rientra proprio in questa ottica: lo Stato chiede ai farmacisti una funzione in più e ne riconosce lo sforzo che viene richiesto". Rispetto alla vaccinazione in farmacia, ha concluso, "significa anche lavorare sulla formazione, come si sta facendo in queste ore con l'Istituto superiore di sanità".
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