Sanità

feb52021

Vaccinazione in farmacia, Racca: in Lombardia 10 mila farmacisti pronti a vaccinarsi e a erogare il servizio

Vaccinazione in farmacia, Racca: in Lombardia 10 mila farmacisti pronti a vaccinarsi e a erogare il servizio

Più di 10mila farmacisti lombardi hanno risposto alla campagna vaccinale contro il Covid-19 prenotando la propria somministrazione. Racca (Federfarma Lombardia): "servizio in più che la farmacia può erogare"

Sono più di 10mila i farmacisti lombardi che hanno risposto alla campagna vaccinale contro il Covid-19 prenotando la propria somministrazione, passo necessario, insieme alla formazione, affinché la farmacia sia pronta a diventare presidio di somministrazione del vaccino non solo per rispondere alla pandemia ma anche per le campagne vaccinali in futuro: un servizio in più che la farmacia può erogare. Così Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia commenta a Farmacista33 i passaggi significativi in Lombardia avviati con la firma dell'accordo tra Regione, Federfarma, Fofi e Assofarm, per la somministrazione dei vaccini Covid in farmacia. Accordo che il 2 febbraio ha ricevuto anche il via libera della giunta regionale e sono attesi i prossimi step operativi.

Somministrazione dei vaccini in farmacia per tutte le future campagne

«La Lombardia è stata la seconda Regione ad aver recepito la Legge di bilancio, dopo il Piemonte» ha spiegato Annarosa Racca nell'intervista «questo accordo è per noi importantissimo. Io personalmente, ci tengo molto, perché ritengo sia uno dei tanti servizi che la farmacia può erogare. E lo dimostra il fatto che in tante parti del mondo è prassi normale, anche in Paesi europei vicini a noi: per esempio la Francia, che da qualche giorno ha iniziato a somministrare il vaccino Astrazeneca». E aggiunge: «Ritengo la somministrazione dei vaccini in farmacia una cosa su cui Federfarma deve assolutamente puntare, perché è utile da una parte ai cittadini che ripongono fiducia nella farmacia, trovandola sempre vicina e sempre aperta, dall'altra è un aiuto concreto allo Stato e alle Regioni, perché permette di aumentare di molto la copertura vaccinale». Inoltre, una volta che la farmacia si è organizzata per somministrare il vaccino contro il Covid-19 «potrà poi farlo per tutte le campagne vaccinali che potranno nascere in futuro», sottolinea Racca.

Gli step per le farmacie e i farmacisti lombardi

Nello specifico della campagna Covid-19 «prima di tutto devono essere vaccinati i farmacisti» sottolinea Racca «e qui in Lombardia lo saranno a brevissimo. Stiamo parlandone in queste ore con la Regione, quindi posso die che si tratta di giorni, o al massimo una-due settimane». E aggiunge: «Al nostro appello hanno risposto 10.300 farmacisti in tutta la Lombardia, 3.800 nella sola Ats Milano. Per i farmacisti più giovani si userà il vaccino Astrazeneca, per quelli meno giovani si usa il Pfizer». Per quanto riguarda l'avvio della campagna vaccinale nelle farmacie «è ancora presto per dirlo. Potrà partire solo con l'arrivo dei vaccini che non richiedono una conservazione a temperature molto basse, come quello Pfizer. Inoltre, avverrà nel momento in cui si partirà per la campagna massiccia, la cosiddetta fase II del programma vaccinale». I dettagli pratici «non sono ancora stati ancora definiti. Noi dovremo organizzarci per comunicare una adesione del cittadino, gestire le agende e il consenso informato. Andranno definiti i tempi tra la somministrazione di un vaccino e il paziente successivo, la disponibilità settimanale o giornaliera della farmacia ad erogare il servizio». Inoltre, andrà «chiarita bene e rendicontata la questione del personale sanitario adeguatamente formato e del medico supervisore». Anche su quest'ultimo punto «siamo in continuo contatto quotidiano con la Regione e con il Direttore sanitario, e andiamo avanti perché possa aumentare la copertura vaccinale e poi diventi parte della farmacia dei servizi. I farmacisti stanno già seguendo dei corsi specifici, per avere la preparazione necessaria ad erogare questo servizio». Pertanto, anche se molti dettagli sono ancora da definire, conclude Racca «sappiamo da sempre che quando una cosa viene affidata alle farmacie, la gente si rivolge alle farmacie: quindi senz'altro diventerà un servizio utile e un aiuto al servizio sanitario nazionale».

Chiara Romeo
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