Sanità

apr12021

Vaccinazioni in farmacia, Assofarm: nuova possibilità di rilancio. Ripensare Ccnl collaboratori

Vaccinazioni in farmacia, Assofarm: nuova possibilità di rilancio. Ripensare Ccnl collaboratori

Assofarm avvia i rapporti con il Commissario all'Emergenza per coordinare le farmacie comunali con la rete vaccinale nazionale: occasione di rilancio ma serve un nuovo Ccnl

Assofarm sta avviando i primi rapporti formali con lo staff del Commissario all'Emergenza per coordinare le farmacie comunali con la rete vaccinale nazionale e inviata a ripensare un nuovo Ccnl dei professionisti alla luce dell'opportunità di rilancio per la farmacia italiana e di un suo riposizionamento all'interno del Ssn. È quanto annuncia Venanzio Gizzi presidente di Assofarm che esorta a "non adagiarsi sugli allori" ora che il Decreto Sostegni ha sancito "la nascita del Farmacista vaccinatore anche nel nostro Paese".

Gizzi: ora tocca davvero a noi. Un'occasione di rilancio della farmacia italiana

"Quanto tutto sarà pronto, la parola passerà ai singoli - scrive Gizzi nell'editoriale al Notiziario Assofarm -. Se davvero vogliamo contribuire all'obiettivo delle 500.000 inoculazioni al giorno non appena si avranno le necessarie disponibilità, i farmacisti dovranno aderire in massa ai programmi di abilitazione alla somministrazione dei vaccini. Insomma, ora tocca davvero a noi. Un momento, questo, che le Farmacie Comunali attendono dal 2018 quando, sulla scorta di quanto si stava facendo in altri paesi nord-europei e che venne allora riportato da nostri partner dell'Unione europea delle Farmacie sociali (Uefs), iniziammo a proporre con convinzione la figura del farmacista vaccinatore come soggetto rilevante al raggiungimento di obiettivi epidemiologici rispetto ai quali l'Italia era lontana". E aggiunge: "Il Covid ci ha obbligato alla programmazione e alla previsione. Il drastico rallentamento dei consumi spinge istituzioni internazionali e governi a dotarsi di politiche economiche espansive. In questo contesto il Servizio sanitario nazionale sta vivendo una nuova considerazione. Sono queste le dinamiche sociosanitarie nelle quali si sta muovendo la farmacia italiana e che deve assolutamente sfruttare per definire il proprio rilancio".

Ripensare il Ccnl scaduto per riconoscimento economico ai professionisti

Un rilancio che, secondo Gizzi, ha dei riflessi anche "per i nostri farmacisti e soprattutto per il loro Contratto collettivo, da tempo in attesa di rinnovo. Dopo anni di calo costante della redditività delle nostre farmacie e di ristagno delle riforme sistemiche, il probabile avvio di una fase di rilancio della farmacia territoriale, il suo riposizionamento all'interno del Ssn, e non ultimi i sostegni diretti che nei prossimi anni arriveranno dal Governo, ci dovrebbero mettere nelle condizioni ideali per ripensare ad un Contratto che finalmente possa riconoscere nei numeri economici il valore sanitario dei nostri professionisti. Un valore sanitario che è parte integrante di quel patrimonio di credibilità che il mondo delle Farmacie comunali ha costruito in questi anni e che gli ha permesso di giocare un ruolo autorevole nella gestione istituzionale della crisi". Per Gizzi "essere oggi presenti e subito attivi sull'ultimo passo di questo processo, quello di mettere a disposizione del paese un altro numero di farmacisti abilitati, significa in realtà fare un primo passo verso la nuova sfida di una farmacia più riconosciuta e integrata nel Ssn. Quel che daremo oggi, sarà insomma la misura di quanto potremo legittimamente pretendere domani".
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