Sanità

set12017

Vaccinazioni, sì ad autocertificazione

Vaccinazioni, sì ad autocertificazione
Famiglie in ansia, il tempo stringe per la presentazione dei certificati vaccinali. In nidi e scuole materne il termine è il 10 settembre (31 ottobre per la scuola dell'obbligo): si dovrà portare il certificato vaccinale dell'Asl o in alternativa l'autocertificazione. Intanto alcune regioni cercano di alleviare l'onere imposto ai genitori dalla circolare del Ministero della Salute del 16 agosto scorso per attestare le vaccinazioni obbligatorie effettuate dai figli tra 0 e 16 anni. In questo scenario arriva il semaforo verde del Garante della Privacy rispetto al modello adottato in Toscana e da altre due regioni: l'adempimento posto in capo alle famiglie può ben essere rilevato dalle scuole pubbliche e private, che inviano l'elenco degli iscritti alle Asl per l'accertamento delle vaccinazioni. L'Authority guidata da Antonello Soro con provvedimento 1° settembre 2017 avalla l'accordo concluso in Toscana tra associazione dei comuni Anci, Ufficio scolastico regionale ed enti di area vasta-Asl per anticipare di due anni l'iter di accertamento degli stati vaccinali previsto dalla legge solo a partire dal 2019. L'iter non lede la privacy, né del resto lede la privacy l'iter alternativo, adottato in sei regioni, con le Asl che si fanno carico di inviare esse stesse i certificati ai genitori ovvero di convocare questi ultimi dopo aver verificato inadempimenti vaccinali. Al netto del Veneto che ha fatto ricorso contro la legge 119 per aver imposto l'obbligo vaccinale (ma le famiglie sono state allertate sugli obblighi), Lombardia e Trentino hanno scelto una via propria; la prima in modo definito "fuorilegge" dal Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli prorogherà di 40 giorni (rispetto al 10 settembre, quindi fino al 20 ottobre) il termine per la presentazione dei certificati vaccinali alle scuole d'infanzia. Intanto a Milano è stato messo a disposizione un servizio e-mail per reperire rapidamente la propria posizione vaccinale. Analogo servizio ha adottato il Trentino mettendo a disposizione le informazioni sugli stati vaccinali dei minori presenti nel portale della Provincia Autonoma.

Tra le regioni che hanno anticipato l'iter del 2019 puntando sulla scuola, la Puglia con il Presidente Michele Emiliano all'inizio mirava a ricorrere contro l'obbligo vaccinale imposto dalla legge 119, ma ora l'assessorato salute sta adottando un iter che anzi sveltirà i tempi: le scuole, sul modello toscano, inviano gli elenchi degli iscritti alla Regione e quest'ultima abbina ai nomi la situazione vaccinale di ciascuno classificandola con un codice (verde per chi è in regola, giallo per chi deve completare i richiami, rosso per chi mai si è vaccinato). Se le scuole toscane hanno già completato con agosto gli invii dei dati degli iscritti alle Asl, quelle siciliane hanno tempo fino al 5 settembre. In Lazio e Calabria si va verso la procedura avallata dal Garante. Tra le regioni che invece hanno dato poteri diretti di verifica degli stati vaccinali alle Asl o a propri organismi sanitari, Liguria, Regione Piemonte, Val d'Aosta e Provincia di Bolzano hanno convocato attraverso le Asl o gli assessorati le famiglie dei bambini sotto i 3 anni "non in regola". In Emilia Romagna dal 2016 esiste per legge una banca dati della sanità regionale (i non vaccinati sono esclusi dall'ingresso ai nidi) e per le scuole materne la Regione spedirà alle famiglie i documenti da portare o fisserà un appuntamento per il vaccino. Le Asl convocheranno le famiglie entro il 10 settembre pure nelle Marche e in Umbria. In Campania, le Asl girerebbero alle scuole il database dell'anagrafe vaccinale e le scuole verificherebbero ogni alunno. Il Garante per la privacy però ricorda che, «se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell'Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite(..)». Le altre regioni invece fin qui sembrano essersi adeguate all'iter previsto dalla legge 119 e dalla circolare 16 agosto.


Mauro Miserendino
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