Sanità

feb92021

Vaccini anti Covid, aumentano accordi regionali. Un punto su prenotazioni e somministrazione

Vaccini anti Covid, aumentano accordi regionali. Un punto su prenotazioni e somministrazione

Dalla Liguria alla Emilia-Romagna aumentano le Regioni dove è aperto il confronto per coinvolgere le farmacie nella vaccinazione anti-Covid

Dalla Liguria alla Emilia-Romagna aumentano le Regioni nelle quali è aperto il confronto per coinvolgere le farmacie nella vaccinazione anti-Covid, dalla fase della prenotazione fino a un possibile coinvolgimento come punto di somministrazione. Sul tema, se la cornice è quella della Legge Bilancio 2021, si stanno affrontando gli aspetti operativi. Intanto, Franco Locatelli, presidente del Css, in una intervista, riporta la necessità di ampliare i punti vaccinali, anche se ricorda che il collo di bottiglia è rappresentato dalle forniture.

Vaccini covid prenotabili in farmacie del Fvg. Restano nodi su platea over 55

Sulla vaccinazione anti-Covid, dopo la revisione della timeline operata la settimana scorsa, sono sempre di più le Regioni che si stanno muovendo per elaborare dei piani tanto negli aspetti delle prenotazioni quanto nell'allargamento dei punti vaccinali e degli operatori che possano somministrare il vaccino. Dal Friuli-Venezia Giulia, secondo quanto dichiara Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Salute, sarebbero verso il via «le attività per gli over 80, che dovrebbe riguardare un totale di circa 108mila persone». Come si legge in una nota regionale, dovrebbe «partire mercoledì la possibilità di prenotarsi in particolare secondo due percorsi: attraverso le aziende sanitarie che si occuperanno della vaccinazione domiciliare per circa 15mila utenti, e presso farmacie, Cup e call center - una possibilità che riguarda 93mila cittadini». Ma al momento non risulterebbero «ancora coinvolti i medici di medicina generale». Dal governatore Massimiliano Fedriga intanto è stata avanzata la problematica della platea che potrà vaccinarsi con il vaccino di Astrazeneca, «in quanto la definizione di "servizi essenziali" risulta troppo generica e a tal fine abbiamo inviato una richiesta di chiarimenti alla struttura commissariale, affinché ci sia un chiarimento ufficiale che eviti fraintendimenti ed eventuali tensioni sociali sull'interpretazione delle priorità». I siti, continua Riccardi, «deputati alle vaccinazioni saranno in tutto una trentina, organizzati dalle Aziende usando la rete capillare sul territorio dei distretti sanitari». Mentre la programmazione per gli under 55 «verrà concordata con le articolazioni dello Stato a cui fanno capo le stesse categorie: Prefetture e Ufficio scolastico regionale. La linea è quella di delegare le istituzioni e i servizi coinvolti nel presentare un elenco alle Aziende sanitarie per poi procedere nelle sedi deputate alla Vaccinazione».

In Liguria si lavora a coinvolgere le farmacie come punti vaccinali

Prenotazioni in farmacia attraverso il Cup previste anche in Emilia Romagna, al momento per gli over 80 che riceveranno una lettera, mentre per tutte le altre categorie, tale possibilità sarà attivata progressivamente, sulla base del piano vaccinale. Sul coinvolgimento delle farmacie passo in avanti in Liguria: da quanto si apprende, l'intesa di massima su cui sono al lavoro Regione e rappresentanti delle farmacie prevede non solo la prenotazione in farmacia ma anche un coinvolgimento più diretto nella somministrazione. I dettagli, fanno sapere da Federfarma Liguria, dovranno essere declinati all'interno di un tavolo di lavoro, che dovrà definire tanto i nodi rimasti aperti quanto gli aspetti della remunerazione, ma è intenzione della Regione cercare di arrivare a un punto, almeno su alcuni temi, in breve tempo. Anche perché la situazione richiede rapidità.

Riflessione aperta su ruolo attivo farmacie. Locatelli: capacità vaccinale c'è. Nodo è la fornitura

In generale, per quanto riguarda un ruolo attivo delle farmacie, la cornice, come si ricorderà, è quella della Legge Bilancio 2021, che andrà declinata in indicazioni operative uniformi, sciogliendo anche le questioni aperti. Come si ricorderà, nella Finanziaria è stata "consentita, in via sperimentale, per l'anno 2021, la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato, eventualmente anche a seguito della fornitura da parte delle aziende sanitarie locali, secondo specifici accordi stipulati con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, sentito il competente ordine professionale". Intanto, in una intervista di ieri di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), a Che Tempo che Fa su Rai3 a cui è stato chiesto questo aspetto: «È in sviluppo un piano vaccinale che incrementi punti di vaccinazione e coinvolga medici di medicina generale, specie con vaccini che hanno protocolli meno stringenti per la conservazione. A febbraio, in ragione del maggior numero di dosi, abbiamo stimato almeno 120-130 mila vaccinazioni», ma «il collo di bottiglia è sempre la fornitura», mentre «la capacità vaccinale c'è».

Francesca Giani
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